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30 Dicembre 2025

Manovra 2026, via libera definitivo. Sanità rafforzata tra più fondi, prevenzione e prossimità

Per la premier Giorgia Meloni: “Manovra seria e responsabile”. Per il ministro Orazio Schillaci: “Così rafforziamo il diritto alla salute”


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La legge di Bilancio 2026 ha ricevuto il via libera definitivo della Camera ed è ora legge. Un passaggio chiave per l’azione di governo che, sul fronte sanitario, mette in campo un insieme articolato di misure finalizzate al rafforzamento strutturale del Servizio sanitario nazionale, in un quadro definito dall’esecutivo di attenzione alla sostenibilità dei conti pubblici. “La manovra è seria e responsabile”, ha affermato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rivendicando tra le priorità il rafforzamento della sanità pubblica. Sulla stessa linea il ministro della Salute Orazio Schillaci, che parla di un intervento volto a “rafforzare il diritto alla salute” attraverso un incremento stabile delle risorse e un potenziamento dell’organizzazione dei servizi.

Il fulcro dell’intervento è l’aumento del Fondo sanitario nazionale, che nel 2026 cresce di 2,38 miliardi di euro, portando il finanziamento complessivo a 142,9 miliardi di euro, con un incremento superiore ai 6,3 miliardi rispetto al 2025. Ulteriori aumenti sono programmati per gli anni successivi: 2,63 miliardi nel 2027 e 2,63 miliardi annui a decorrere dal 2028, a conferma di una traiettoria di crescita pluriennale. Accanto alle risorse, la Manovra interviene sulla governance del sistema sanitario. Le Regioni che non raggiungeranno la soglia minima di garanzia dei Livelli essenziali di assistenza saranno sottoposte a audit specifici, affidati al Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei Lea, con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze territoriali e rafforzare il controllo sull’effettiva erogazione delle prestazioni.

Sul versante dell’accesso alle cure, il provvedimento autorizza nuove assunzioni di personale sanitario a tempo indeterminato, anche in deroga ai vincoli di spesa, con uno stanziamento di 450 milioni di euro annui dal 2026, misura pensata per incidere sulla riduzione delle liste d’attesa. È prevista inoltre la possibilità per le Regioni di incrementare i fondi per il trattamento accessorio del personale dei pronto soccorso, insieme al rafforzamento delle indennità di specificità per medici, infermieri e professionisti sanitari. Ampio spazio viene dato alla prevenzione, che diventa una voce strutturale della programmazione sanitaria. Dal 2026 saranno disponibili 238 milioni di euro annui per programmi mirati, che comprendono l’estensione degli screening oncologici, l’introduzione di test di profilazione genomica per la diagnosi precoce di tumori e malattie rare, nuovi screening neonatali e interventi su obesità e patologie croniche. A questi si aggiunge un Fondo dedicato alla prevenzione, formazione e cura della celiachia e misure per il rafforzamento delle cure palliative.

La Manovra interviene anche sui tetti di spesa sanitaria, aggiornando i limiti per farmaci e dispositivi medici. Dal 2026 aumenta il tetto per gli acquisti diretti di farmaci e viene innalzato il limite nazionale di spesa per i dispositivi medici al 4,6% del Fondo sanitario, riconoscendo il crescente fabbisogno legato all’innovazione tecnologica. Previsto inoltre un finanziamento di 100 milioni di euro per avviare l’adeguamento delle tariffe ambulatoriali, che si affianca alla revisione delle tariffe di ricovero e riabilitazione già programmata. Tra le misure di maggiore impatto sistemico figura la stabilizzazione della farmacia dei servizi: dopo una lunga fase sperimentale, le farmacie pubbliche e private convenzionate diventano strutture pienamente integrate nel Servizio sanitario nazionale, con 50 milioni di euro annui vincolati per rafforzare l’assistenza territoriale e la sanità di prossimità. Infine, la legge di Bilancio finanzia l’attuazione del Piano nazionale di azioni per la salute mentale 2025-2030, con risorse crescenti fino al 2028 e un finanziamento stabile dal 2029, e introduce misure fiscali su tabacco e prodotti alternativi, volte a disincentivare il consumo e a sostenere indirettamente le politiche di prevenzione.

TAG: GIORGIA MELONI, LEGGE BILANCIO, MANOVRA, MARCELLO GEMMATO, ORAZIO SCHILLACI, SSN

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