equivalenti
17 Ottobre 2024Servono interventi immediati su payback, prezzi ex factory e gare ospedaliere per la sopravvivenza del settore, che dal 2012 ha garantito 6,25 miliardi di risparmi al SSN
Senza misure urgenti, i farmaci equivalenti, considerati fin troppo spesso un bene “take for granted” ("dato per scontato"), rischiano di sparire dal panorama sanitario italiano, con gravi conseguenze per la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale (SSN). È l’allarme lanciato nel corso dell’edizione 2024 dell’Osservatorio Nomisma sul "Sistema dei farmaci equivalenti in Italia". Presentato oggi a Roma presso l'Ara Pacis, lo studio di Nomisma, illustrato da Lucio Poma, chief economist e coordinatore scientifico dell’Osservatorio, evidenzia come il settore dei farmaci equivalenti sia schiacciato da costi produttivi in costante aumento e politiche di gare ospedaliere basate sul massimo ribasso. Questi fattori stanno erodendo i margini di profitto e minacciano la tenuta di un comparto che ha garantito dal 2012 una riduzione di spesa pari a 6,25 miliardi di euro.
I dati raccolti mostrano un sistema in difficoltà: i costi dell'energia e delle materie prime sono cresciuti esponenzialmente, rendendo impossibile per le aziende trasferire tali aumenti sui prezzi finali dei farmaci. Dal 2021, il prezzo del carbone è aumentato del 37%, quello del gas del 36% e il petrolio del 28%. Anche i materiali di confezionamento, come alluminio e vetro, hanno subito rincari significativi, contribuendo ad aumentare il costo complessivo della produzione. A peggiorare la situazione vi sono gli oneri regolatori, aumentati del 26% tra il 2016 e il 2023, e il controverso payback sui farmaci fuori brevetto, che potrebbe impattare tra il 15% e il 18% del fatturato delle aziende ospedaliere. L’Osservatorio lancia l’allarme su un fenomeno di portata globale: la carenza di farmaci, che ha colpito in modo particolare l’Italia. Dal 2018 al 2024, il numero di farmaci a rischio carenza è più che raddoppiato, passando da 1.600 a oltre 3.700. Quasi metà di queste carenze è dovuta alla cessazione definitiva della commercializzazione, un dato che sottolinea l’importanza degli equivalenti, indispensabili per la sostenibilità del sistema. "Senza l’adozione di misure urgenti, rischiamo di perdere per sempre la funzione di bene pubblico svolta dai medicinali equivalenti", ha dichiarato Poma. "Questi farmaci sono insostituibili, non solo per i risparmi che generano, ma anche perché rappresentano un pilastro del servizio sanitario, garantendo accesso alle cure per tutti, soprattutto per le malattie croniche".
Stefano Collatina, presidente di Egualia, ha sottolineato la necessità di un confronto sulla governance farmaceutica, evidenziando come le aziende stiano già vivendo in prima persona gli effetti della carenza di farmaci. "È fondamentale che le procedure di gara vengano riviste, privilegiando modelli che incentivino la produzione sostenibile e innovativa. Il Governo deve impegnarsi a sostenere le imprese, con politiche industriali solide che garantiscano investimenti locali e maggiore indipendenza strategica", dichiara. L’Osservatorio Nomisma, infine, ha ribadito che l’adozione delle misure proposte è essenziale per garantire un futuro sostenibile ai farmaci equivalenti, la cui scomparsa non solo aumenterebbe i costi per il SSN, ma comprometterebbe l’accessibilità alle cure per milioni di cittadini. È intervenuto nel corso dell’evento anche il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, che ha spiegato: "Quello che arriva dal comparto dei farmaci equivalenti non è un allarme, ma una constatazione. Indubbiamente questo settore ha contribuito a migliorare le performance del nostro Servizio sanitario nazionale, poiché facendo spendere meno per la farmaceutica ha consentito di investire quelle cifre in cura e in altro. La mia presenza qui, a nome del Governo, vuole testimoniare la vicinanza al mondo del farmaco equivalente, e anche la prospettiva di fiducia che vogliamo dare, vedendo con positività all'enorme ricerca scientifica che in questi anni sta subendo una incredibile accelerazione e che consente di curare meglio gli italiani".
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