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19 Maggio 2026Dal corso nazionale SIFO sull’intelligenza artificiale emerge l’uso già concreto di strumenti AI per logistica, HTA, appropriatezza prescrittiva e gestione della spesa sanitaria
L’intelligenza artificiale è già oggi uno strumento concretamente utilizzabile nella farmacia ospedaliera e nei servizi sanitari territoriali. È il messaggio emerso dal corso nazionale “Opportunità e prospettive dell’Intelligenza Artificiale in Sanità”, promosso dalla SIFO a Roma con il coordinamento scientifico di Alessandra Mecozzi, Arturo Cavaliere e Ugo Trama. Secondo quanto emerso durante la due giorni, gli algoritmi e le piattaforme già disponibili possono supportare attività come gestione della logistica del farmaco, ottimizzazione dei fabbisogni, analisi predittiva dei costi, rilevazione delle interazioni farmacologiche e identificazione degli eventi avversi.
“Quando si parla di intelligenza artificiale ci si riferisce ad un insieme di strumenti già presenti nel SSN e nella pratica professionale”, ha dichiarato Alessandra Mecozzi, sottolineando però la necessità di mantenere supervisione umana, formazione continua e attenzione ai bias dei sistemi. Anche il presidente Arturo Cavaliere ha evidenziato come l’intelligenza artificiale possa rappresentare “uno strumento di supporto alla professione del farmacista ospedaliero e territoriale, e di tutto il Servizio sanitario nazionale”, citando le esperienze già attive nell’utilizzo di software capaci di contribuire a una personalizzazione sempre maggiore delle terapie.
Nel corso dell’evento sono stati presentati esempi applicativi legati alla programmazione dei consumi, alla gestione della logistica e degli approvvigionamenti, alla pianificazione della spesa farmaceutica annuale e al supporto nei report di Health Technology Assessment (HTA). Tra gli utilizzi indicati anche l’analisi delle prescrizioni inappropriate nei pazienti in politerapia e il rilevamento di potenziali eventi avversi nei trattamenti ospedalieri e territoriali. Tra gli interventi istituzionali, Francesco Saverio Mennini, capo Dipartimento Programmazione del ministero della Salute, ha indicato le linee strategiche già avviate sul fronte della digitalizzazione sanitaria, affermando che dall’intelligenza artificiale ci si attende un contributo per ridurre le disuguaglianze territoriali, migliorare l’accesso all’assistenza e supportare la programmazione sanitaria.
Il tema dell’integrazione tra AI e HTA è stato affrontato anche da Eugenio di Brino e Paolo Sciattella, componenti del Comitato tecnico scientifico SIHTA, secondo i quali algoritmi e piattaforme digitali potranno accelerare i processi di valutazione delle tecnologie sanitarie e favorire l’accesso all’innovazione. Nel corso della due giorni è stato affrontato anche il tema della protezione dei dati. Silvia Melchionna, dirigente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, ha sottolineato che la tutela dei dati non deve essere considerata un ostacolo allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, ma una condizione necessaria per costruire sistemi sanitari affidabili e sicuri.
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