Riabilitazione
20 Maggio 2026La nuova struttura raccoglierà campioni biologici e dati clinici per studiare i meccanismi del recupero funzionale e sviluppare terapie riabilitative personalizzate

La Fondazione Don Gnocchi ha realizzato la prima biobanca italiana dedicata alla riabilitazione e alla “biologia del cambiamento”, con l’obiettivo di raccogliere, conservare e gestire campioni biologici in ambito riabilitativo per comprendere i meccanismi del recupero e migliorare l’efficacia delle terapie. Lo annuncia la Fondazione in un comunicato.
La biobanca opera secondo un modello hub & spoke: la sede principale, presso l’Irccs Santa Maria Nascente di Milano, si occupa dello stoccaggio definitivo e della distribuzione dei campioni biologici, mentre le sedi di Firenze e Roma gestiscono arruolamento, raccolta e conservazione temporanea. Tra i materiali raccolti figurano sangue, plasma, siero, Dna e saliva.
Secondo la direttrice scientifica della Fondazione Maria Cristina Messa, pazienti con patologie simili possono rispondere in modo differente alla stessa terapia riabilitativa e “i meccanismi che sottendono tale diversità sono molteplici, ma possono essere decifrati attraverso la biologia”. La possibilità di conservare i campioni biologici consentirebbe, secondo Messa, di sviluppare studi longitudinali capaci di seguire nel tempo l’evoluzione del recupero funzionale.
La caratteristica distintiva della biobanca è la raccolta longitudinale dei campioni biologici durante le diverse fasi del percorso riabilitativo. Integrati con dati clinici e funzionali, i campioni permetteranno di identificare biomarcatori predittivi del recupero funzionale e di sviluppare approcci terapeutici personalizzati.
“I biomarcatori predittivi rappresentano oggi una delle sfide più rilevanti della ricerca biomedica”, afferma Mario Clerici, direttore scientifico dell’Irccs Santa Maria Nascente di Milano. “La Fondazione Don Gnocchi si distingue grazie a una biobanca longitudinale integrata con dati clinici e funzionali, che permette di studiare la dinamica biologica della guarigione”.
La struttura è stata realizzata con un investimento complessivo superiore a 800mila euro e dispone di sistemi di conservazione a -80°C e -150°C con monitoraggio continuo e di una piattaforma digitale per la tracciabilità dei campioni.
Le aree cliniche prioritarie comprendono patologie neurodegenerative, malattie pneumologiche, patologie cardiovascolari e cerebrovascolari, neuropsichiatria infantile e fragilità legata all’invecchiamento. In una prima fase la raccolta dei campioni sarà attivata nell’ambito di protocolli di ricerca già approvati, con l’obiettivo di integrare progressivamente il biobancaggio nei percorsi assistenziali dell’intera rete della Fondazione.
La Fondazione Don Gnocchi parteciperà inoltre per la prima volta all’European Biobank Week, il congresso europeo dedicato al biobanking in programma a Praga dal 19 al 22 maggio 2026. Nel corso dell’evento saranno presentati studi sull’impiego di sistemi automatizzati per migliorare affidabilità e comparabilità della raccolta dei campioni biologici nel tempo.
TAG: RECUPERO FUNZIONALE, RIABILITAZIONE, TERAPIESe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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