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30 Ottobre 2024

Programma nazionale esiti, attività ospedaliere tra eccellenze e criticità. Ecco i migliori ospedali

L'Humanitas di Rozzano e due strutture pubbliche, l'ospedale di Ancona e il Careggi di Firenze sono i tre migliori ospedali italiani secondo il Programma  nazionale esiti 2024-Report su dati 2023 dell'Agenas. Domenico Mantoan: “L'obiettivo del report non è dare premi o penalità ma spingere verso il miglioramento dell'assistenza”


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L'Humanitas di Rozzano e due strutture pubbliche, l'ospedale di Ancona e il Careggi di Firenze sono i tre migliori ospedali italiani secondo il Programma  nazionale esiti 2024-Report su dati 2023 dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), presentato oggi a  Roma al Cnel. L'obiettivo, precisa il direttore generale dell'Agenas Domenico Mantoan, “non è dare premi o penalità ma spingere verso il miglioramento dell'assistenza”. Il report ha valutato le performance di ospedali pubblici e privati in 7 aree cliniche principali: cardiocircolatorio, nervoso, respiratorio, chirurgia generale, chirurgia oncologica, nefrologia, gravidanza e parto, osteomuscolare. L'edizione 2024 del Piano nazionale esiti "fa  riferimento all'attività assistenziale effettuata nell'anno 2023 da  1.363 ospedali pubblici e privati, e a quella relativa al periodo  2015-2023 per la ricostruzione dei trend temporali", spiega l'Agenas.  A dimostrazione del metodo rigoroso di valutazione da parte  dell'agenzia, evidenzia, sono stati calcolati complessivamente "205  indicatori, di cui 180 relativi all'assistenza ospedaliera (70 di  esito/processo, 88 di volume e 22 di ospedalizzazione) e 25 relativi  all'assistenza territoriale, valutata indirettamente in termini di  ospedalizzazione evitabile (14 indicatori), esiti a lungo termine (7)  e accessi impropri in pronto soccorso (4)".



Alla presentazione è intervenuto anche detto il ministro della Salute Orazio Schillaci: "La qualità dell'assistenza ospedaliera nel 2023 migliora" e dai dati "emerge una sanità in recupero rispetto ai volumi pre-pandemici, sia per i ricoveri urgenti sia per quelli programmati e diurni". Ciò non vuol dire "negare la persistente disomogeneità tra Nord e Sud, che è un fattore particolarmente critico: penso al ricorso ancora troppo alto di parti cesarei nel Mezzogiorno, che si fa più importante nel privato accreditato. Su questi gap dobbiamo continuare a lavorare perché queste fratture territoriali persistenti sono contrarie al concetto di equità", ha detto il ministro.  Grazie ai progressi tecnologici intervenuti, "è aumentata moltissimo la mole di dati di cui disponiamo". E il Programma nazionale esiti "ha fatto da apripista della cultura del dato in ambito sanitario, come strumento prezioso per far emergere tempestivamente criticità assistenziali e individuare puntuali strategie correttive", in un'ottica di "miglioramento costante dell'assistenza ospedaliera". Grazie al Programma Nazionale Esiti, inoltre, "in Italia è cresciuta la consapevolezza del nesso tra volumi ed esiti: i cittadini hanno iniziato a capire che più è alto il numero di interventi effettuati da una struttura sanitaria, maggiore è la garanzia di qualità e sicurezza delle cure".  In particolare dal report precisa il ministro, emerge "un miglioramento degli indicatori per le patologie tempo dipendenti", precisa Schillaci. Per alcune aree, come l'angioplastica, "oltre a evidenziare una migliore performance si segnala anche una maggiore omogeneità tra Regioni". Per quanto riguarda la chirurgia oncologica, "c'è un aumento del volume di interventi per tutte le sedi".



Gli ospedali escono dalla fase  critica che li aveva colpiti durante la fase acuta dell'emergenza  Covid e subito dopo. "Nel 2023 - si legge nel rapporto - il sistema  ospedaliero ha fatto registrare un ulteriore aumento delle  ospedalizzazioni, che tornano a essere quasi 8 milioni (312mila in più rispetto al 2022), in linea con i valori attesi sulla base del trend  prepandemico, sia per i ricoveri urgenti sia per quelli programmati e  diurni". Il programma è una bussola per analizzare appunto gli 'esiti' e valutare e misurare le performance, in base a 8 diverse aree  cliniche, delle strutture sanitarie. Uno strumento dedicato ai livelli di governo e di gestione del Ssn e, soprattutto, ai professionisti. Ma evidenzia anche dove la sanità raggiunge livelli di qualità e dove  invece ci sono margini, anche ampi di miglioramento.  Il Programma nazionale esiti 2024 ha come strumento per le attività di audit il 'treemap' che "permette di restituire una rappresentazione  grafica sintetica della qualità delle cure, attraverso gli indicatori  relativi a 8 diverse aree cliniche", precisa l'Agenas. Ebbene, nel  2023 "vengono valutate con il treemap il 70% delle strutture rispetto  al 66% del 2022. Circa un terzo delle strutture è stato valutato solo  per una o due aree cliniche. Le strutture non valutate con il treemap  sono strutture con volumi complessivi molto bassi (in media circa 500  ricoveri). Delle 950 strutture valutate col treemap', 356 sono  valutate per almeno 6 aree cliniche e, di queste, solo 3 hanno una  valutazione di qualità alta o molto alta per tutte le aree cliniche  considerate e hanno tutti gli indicatori calcolati per le aree  valutate. Nessuna struttura con almeno 6 aree valutate e tutti gli  indicatori calcolati per quelle aree ha una valutazione di qualità  bassa o molto bassa per tutte le aree cliniche considerate -  puntualizza l'Agenas - Nella stragrande maggioranza delle strutture  ospedaliere convivono aree di qualità alta o molto alta con aree di  qualità di livello basso o molto basso".

Il Programma nazionale esiti 2024 mette a terra  gli audit "per identificare aree critiche rispetto alle quali avviare  un percorso di audit sulla qualità dei dati e sul percorso clinico  organizzativo". Ebbene, "il numero complessivo di audit è pari a 404  distribuiti in 239 strutture, prevalentemente concentrati nelle aree  cliniche 'Gravidanza e Parto' (soprattutto in relazione ai parti  vaginali dopo Tc e alle episiotomie nei parti vaginali),  'Cardiocircolatorio' e 'Osteomuscolare' (relativamente alla  tempestività degli interventi dopo frattura del femore nei pazienti di età sopra i 65 anni)", sottolinea l'Agenas. "Rispetto alle strutture segnalate lo scorso anno per l'audit, si  evidenzia che nella presente edizione 62 hanno superato le criticità  precedentemente evidenziate. In particolare, 7 strutture sono passate  da un livello molto basso di aderenza a standard di qualità a un  livello alto o molto alto: ospedale Maggiore C.A. Pizzardi (Bo),  Azienda Ospedale Università di Padova, Ospedale di Circolo S. L.  Mandic - Merate (Lc), Casa di Cura Ini Srl - Grottaferrata (Rm),  Ospedale Mons. R. Di Miccoli (Bt), Ospedale della Valdinievole di  Pescia (Pt), Ospedale Civile Villa d'agri Marsicovetere (Pz).

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