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11 Ottobre 2024

Salute mentale, Fiaso: rilanciare servizi territoriali

''L'ultimo episodio di violenza a danno di un'infermiera conferma che contro le aggressioni la sola deterrenza non basta. Urge più che mai rilanciare i servizi territoriali". Lo ha sottolineato Giovanni Migliore, presidente della Fiaso


depressione psicologo

''L'ultimo episodio di violenza a danno di un'infermiera, accoltellata in un centro di salute mentale del forlivese, non solo ci indigna, ma conferma che contro le aggressioni la sola deterrenza non basta. Urge più che mai, dopo oltre un decennio di disimpegno, rilanciare i servizi territoriali con uno sguardo nuovo, puntando sulla prevenzione in età sempre più precoce". Lo ha sottolineato in una nota Giovanni Migliore, presidente della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso) in occasione della Giornata mondiale per la salute mentale.

Migliore ricorda che "nel decreto legge sulle liste d'attesa, riconoscendone l'urgenza, sono stati approvati interventi per iniziare a potenziare i Dipartimenti di salute mentale, in particolare per favorire le assunzioni, che il dibattito pubblico, centrato esclusivamente sul tema principale del provvedimento, non ha adeguatamente messo in evidenza". Ma ma quest'ultima aggressione, "qualora ve ne fosse la necessità, sottolinea ancora una volta che dobbiamo impegnarci sulle reti di prossimità. Da una parte, infatti, tutti gli indicatori sociali lanciano l'allarme perché una persona su cinque è affetta da una forma di disagio mentale e a farne le spese sono soprattutto i più giovani, dall'altra, si continua a non prendere in mano la situazione, investendo sulla prevenzione".

Fiaso ''lancia un appello alle Istituzioni per elaborare insieme una strategia percorribile per un vero cambiamento, non più rinviabile, e per rilanciare l'assistenza psichiatrica, oggi finanziata con 3 miliardi e mezzo, lasciando l'Italia in coda tra i Paesi europei ad alto reddito. Chi gestisce la sanità pubblica è però consapevole che non si tratta solamente di trovare più risorse economiche, ma è urgente agire per un cambio di paradigma, mettendo veramente al centro del sistema la prevenzione, offrendo servizi capillari alla popolazione, che è sempre più isolata e a rischio".

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