ospedali
16 Febbraio 2024Il 70% degli ospedali italiani ha superato i cinquant’anni e la metà delle strutture non raggiunge standard qualitativi soddisfacenti. A Milano la presentazione del secondo report della piattaforma Jrp Hi del PoliteCnico sul tema delle infrastrutture sanitarie
«La progettazione dell’ospedale del futuro non deve più avvenire sul criterio dei posti letto e nemmeno su quello dei volumi ma sulla base dei processi. Per fare questo passo occorre sempre più una contaminazione dei saperi e noi che ci muoviamo in questo settore dobbiamo a parlare tutti la stessa lingua, come è successo questa mattina». Così il direttore scientifico Stefano Capolongo in chiusura della mattinata dedicata alla presentazione del secondo Report annuale di Jrp Healthcare Infrastructures, piattaforma di ricerca del Politenico di Milano rivolta a istituzioni e imprese attive nel settore healthcare e life science. Parola d’ordine: next generation hospital. A oggi sono 33 gli associati a Jrp, in crescita del 43% rispetto al 2022.
Attorno al lungo tavolo dell’aula magna del Politecnico un consesso di docenti universitari, uomini d’azienda e manager della sanità pubblica e privata. Tutti gli stakeholder devono essere coinvolti - è la “filosofia” di Jrp - e comune deve essere l’obbiettivo di una offerta sanitaria non più ospedalo-centrica ma composta da unità diverse, sostenibili e integrate. A forte caratterizzazione digitale.
«Il confronto è fondamentale», la sollecitazione iniziale di Ferruccio Resta, presidente della Fondazione Politecnico di Milano. «La crescente longevità della popolazione e l’affermarsi di una società multietnica ci pongono di fronte a nuove sfide, in materia di assistenza. Occorrono professionalità, competenze e tecnologie avanzate»
I temi sul tavolo
Di sicuro, concordano i relatori, c’è un tema di carattere strettamente edilizio: il 70% degli ospedali italiani ha superato i cinquant’anni e la metà delle strutture non raggiunge standard qualitativi soddisfacenti. Occorrono dunque una nuova prospettiva: «A oggi», recita il report, «mancano linee guida aggiornate, strategie condivise e indicatori misurabili per la loro efficace progettazione, realizzazione e gestione».
Le attività di ricerca di Jrp nel 2023 si sono concentrate su sei macroaree: progetto funzionale; innovazione digitale; gestione del rischio; benessere degli utenti; sostenibilità; rete territoriale. A ispirarle un documento, realizzato nel 2022 dal Design & Health Lab del Politecnico per l’Oms: “Hospitals of the future: a techical brief on rethinking the architecture of hospitals”.
Una sanità pubblica da rilanciare
Da parte sua Giovanni Migliore, presidente della Fiaso, sottolinea come esista una questione legata al rilancio delle infrastrutture presenti, con relativo investimento di risorse adeguate. E non esclude l’idea che si possa ricorrere ad agenzie regionali ad hoc focalizzate sulla valorizzazione di questo patrimonio sanitario.
Americo Cicchetti, da alcuni mesi direttore della Programmazione sanitaria al ministero della Salute, si concentra sugli sforzi del governo in tema di finanziamento del Fondo sanitario e sulla necessità di un Piano sanitario nazionale, che manca da molto tempo, e su cui sta lavorando il ministro della Salute Schillaci.
Allarga lo sguardo Walter Ricciardi, docente di Igiene e medicina preventiva alla Cattolica di Roma. La questione del rinnovamento infrastrutturale fa parte di un più ampio discorso sulle carenze del nostro sistema sanitario pubblico: «La classe politica degli ultimi vent’anni non è stata in grado di programmare la sanità del futuro e così, oggi, ci ritroviamo con ospedali vecchi, con il numero dei posti letto ridotto e un personale sanitario scarso, demotivato e pagato male. Secondo i calcoli più recenti mancano, in Italia, rispetto al fabbisogno, 50.000 medici e 40.000 infermieri. Quanto al Fondo sanitario nazionale, è vero che esso aumenta in termini assoluti ma siamo sempre sotto la media europea in rapporto al Pil. E un’ulteriore carenza, in tema di politica sanitaria, è stata quelle sulle campagne di prevenzione, in ambito alimentare ma non solo». Perché è noto come la sollecitazione a stili di vita corretti sia, in prospettiva, garanzia di risparmi per la spesa sanitaria.
Giuseppe Tandoi
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