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10 Febbraio 2025Per Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, l'Italia può giocare una carta importante per evitare penalizzazioni. In un’intervista al Corriere della Sera, Cattani ha sottolineato come il settore farmaceutico italiano, vero campione dell'export, non vada penalizzato in un contesto di crescente protezionismo

La minaccia dei dazi americani sulle importazioni europee preoccupa la farmaceutica italiana, ma secondo Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, l'Italia può giocare una carta importante per evitare penalizzazioni. In un’intervista al Corriere della Sera, Cattani ha sottolineato come il settore farmaceutico italiano, vero "campione dell'export", non vada penalizzato in un contesto di crescente protezionismo. La sua posizione è chiara: "Il governo italiano ha una grande opportunità di mettere al centro la nostra industria, con l’obiettivo di scoraggiare l'introduzione dei dazi", ha dichiarato.
Nell’intervistaCattani esorta il Governo a usare il settore farmaceutico come una leva di politica economica, forte del record di 49 miliardi di euro di export registrato nel 2023 e di un 2024 che si prevede altrettanto positivo, soprattutto grazie agli Stati Uniti, mercato trainante per i farmaci italiani. Nei primi dieci mesi dello scorso anno, l’export verso gli USA è aumentato del 19,8%, toccando i 7,8 miliardi di euro. Le regioni italiane che più si distinguono per l’export sono la Toscana, la Lombardia e il Lazio.
Il presidente di Farmindustria ribadisce l'importanza strategica della farmaceutica italiana per gli Stati Uniti, sottolineando che circa il 135% dei farmaci approvati dall'FDA (Food and Drug Administration) nel 2024 provengono da ricerche e sviluppi di aziende europee. "Gli Stati Uniti hanno bisogno dei nostri prodotti, dai farmaci ai vaccini, e l'Europa gioca un ruolo rilevante, nonostante la crisi che sta attraversando", ha spiegato il presidente di Farmindustria, evidenziando la centralità dell’Italia nella produzione di vaccini, anticorpi monoclonali e trattamenti innovativi per malattie come diabete, cardiopatie, malattie rare, oncologiche e immunologiche.
Proposte per incentivare gli investimenti
Il presidente di Farmindustria ha anche lanciato un "manifesto per la crescita", proponendo incentivi fiscali per stimolare gli investimenti, a partire dal rafforzamento del patent box e da una semplificazione delle misure come l'Industria 5.0. Cattani ha inoltre sollecitato il rafforzamento della protezione dei brevetti, estendendo i diritti di proprietà intellettuale oltre i 20 anni attuali.
Un altro tema delicato è quello del payback, il meccanismo che obbliga le aziende farmaceutiche a rispondere in parte agli eventuali eccessi di spesa da parte dello Stato e delle Regioni per i farmaci. "Quest'anno, il payback coprirà oltre il 18% del fatturato", ha affermato Cattani, chiedendo la sua abolizione entro il 2027, anno in cui il meccanismo compirà 20 anni.
Cattani ha concluso sottolineando come il settore farmaceutico non solo sia un motore fondamentale per l'economia italiana ma anche un pilastro della salute globale, capace di garantire innovazione, qualità e competitività a livello internazionale. L’Italia, con la sua produzione di farmaci e vaccini, rappresenta un attore insostituibile nella rete globale della sanità, e per questo deve essere difesa dalle minacce di protezionismo internazionale.
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