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23 Settembre 2026

Lavoro, Oms Europa: donne guadagnano il 28% in meno al mese rispetto agli uomini

In 43 Paesi europei le donne rappresentano quasi il 77% della forza lavoro sanitaria e assistenziale


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Le donne rappresentano quasi il 77% della forza lavoro sanitaria e assistenziale nella regione europea, ma guadagnano in media il 19% in meno all’ora e il 28% in meno al mese rispetto agli uomini. È quanto emerge da una nuova analisi condotta in 43 Paesi e pubblicata dall’Ufficio regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per l’Europa.

Il divario aumenta nelle fasce retributive più alte. Nella fascia più bassa le donne guadagnano circa il 2% in meno all’ora rispetto agli uomini, mentre nella fascia più alta la differenza arriva a quasi il 23%. Secondo il rapporto, qualifiche ed esperienza non sono sufficienti a spiegare questa distanza.

«Le donne costituiscono la maggioranza del personale che fa funzionare i sistemi sanitari europei, eppure vengono pagate meno dei loro colleghi uomini, un divario che si aggrava nel corso di una vita professionale», afferma Natasha Azzopardi-Muscat, direttrice della Divisione Sistemi sanitari dell’OMS Europa.

L’analisi considera anche età, istruzione, orario di lavoro e impiego nel settore pubblico o privato. Dopo l’aggiustamento per questi quattro fattori, il divario retributivo orario si riduce dal 19% al 6% e quello mensile dal 28% al 10%. La quota restante, rileva il rapporto, non può essere spiegata dai dati analizzati ed è più marcata ai livelli superiori della scala retributiva.

Il documento evidenzia inoltre che i ruoli dirigenziali nel settore sanitario e assistenziale impiegano più donne rispetto alle posizioni dirigenziali di altri comparti, ma hanno una retribuzione media inferiore: 22 euro all’ora contro 24,70 euro per ruoli comparabili in altri settori. Secondo l’analisi, più una professione sanitaria o assistenziale è caratterizzata da una prevalenza femminile, minore tende a essere la retribuzione, anche rispetto a lavori simili svolti in altri ambiti.

Il settore sanitario e assistenziale rappresenta circa il 10% dell’occupazione complessiva nella regione europea dell’OMS ed è il quarto maggiore datore di lavoro. Per le donne il peso è ancora maggiore: quasi il 17% dell’occupazione femminile è concentrato in questo comparto, contro il 5% di quella maschile.

Secondo l’OMS Europa, la disparità salariale può incidere sul reclutamento e sulla permanenza del personale, oltre che sull’accesso delle donne alle posizioni dirigenziali e di leadership.

L’agenzia indica cinque aree di intervento: rendere obbligatoria la rendicontazione del divario retributivo di genere; migliorare la disponibilità dei dati; rafforzare la legislazione sulla parità salariale e la sua applicazione; eliminare le barriere strutturali all’accesso ai ruoli dirigenziali; rivalutare il lavoro sanitario e assistenziale sulla base delle competenze e delle responsabilità richieste.

«Non è un problema complicato da risolvere, è una questione di volontà», conclude Azzopardi-Muscat. «Sappiamo come colmare il divario retributivo: trasparenza, applicazione delle norme ed eliminazione delle barriere che impediscono alle donne di ricoprire ruoli dirigenziali».

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