Sanità privata
15 Aprile 2026Sciopero il 17 aprile a Roma di lavoratori della sanità privata e Rsa: sindacati denunciano contratti bloccati e chiedono vincoli sugli accreditamenti

Sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità privata e delle Rsa venerdì 17 aprile a Roma, in Piazza Santi Apostoli, dalle ore 9 alle 13. La mobilitazione è stata proclamata unitariamente da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl per denunciare il mancato rinnovo dei contratti nazionali del settore.
Secondo quanto dichiarato dai sindacati, i contratti Aiop risultano fermi da 8 anni, mentre quelli delle Rsa da 14 anni. La protesta coinvolge circa 300mila professionisti impegnati in strutture accreditate che erogano servizi sanitari e sociosanitari.
Le organizzazioni sindacali segnalano una fase di crescita economica del comparto, con un fatturato superiore a 12 miliardi di euro e utili in aumento, a fronte di salari rimasti invariati. “Lo sciopero è una battaglia di dignità per 300mila professionisti”, affermano i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, che denunciano il permanere di condizioni retributive non aggiornate rispetto all’inflazione e al costo della vita.
Al centro della mobilitazione anche il tema del dumping contrattuale. I sindacati chiedono al ministero della Salute e alla Conferenza delle Regioni di introdurre una norma che vincoli gli accreditamenti istituzionali all’applicazione e al rinnovo dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative.
Nel dettaglio, viene evidenziato il rischio di impatto sulla qualità dell’assistenza, in particolare per le persone più fragili assistite nelle Rsa. Le sigle sottolineano che le strutture private accreditate svolgono un servizio pubblico e che, a parità di prestazioni, persistono differenze retributive rispetto al personale del Servizio sanitario nazionale.
A livello regionale, nel Lazio i sindacati indicano differenze salariali fino a 500 euro mensili rispetto al pubblico e segnalano condizioni contrattuali ferme al 2012. Viene inoltre richiamata la necessità di un intervento delle Regioni, anche attraverso il collegamento tra finanziamenti pubblici e applicazione dei contratti, sul modello già adottato in Puglia nel 2022.
La mobilitazione si inserisce nel confronto aperto tra organizzazioni sindacali, associazioni datoriali e istituzioni, con l’obiettivo di riaprire il negoziato per il rinnovo dei contratti e definire criteri omogenei per il settore accreditato.
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