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03 Luglio 2025

Fondazione Lilly lancia il piano “30x30”: 30 dottorati per formare i leader della sanità del futuro

Un investimento no-profit da 1,5 milioni di euro per rafforzare il legame tra ricerca, innovazione e politiche pubbliche. Coinvolte 30 università italiane in un piano decennale di formazione avanzata


evento fondazione Lilly

Trenta dottorati di ricerca in dieci anni, distribuiti in tutte le regioni d’Italia, con l’obiettivo di formare una nuova classe dirigente per la sanità del futuro. È il cuore del piano “30x30”, il progetto lanciato oggi dalla Fondazione Lilly per l’Italia che segna un nuovo capitolo della sua attività, attiva da oltre 50 anni nel nostro Paese. “Oggi è una grande giornata per noi perché stiamo rilanciando la Fondazione Lilly. Non pensiamo a questo progetto come un finanziamento, ma come un investimento nel futuro del Paese. Il sistema sanitario italiano è tra i migliori al mondo, ma dovrà affrontare grandi sfide. Entro il 2050, quasi il 40% della popolazione avrà più di 65 anni, la produttività sta calando e le risorse per la sanità sono sotto pressione. A ciò si aggiungono il rapido sviluppo tecnologico, i trattamenti personalizzati e la trasformazione digitale", dichiara Elias Khalil, Presidente e Amministratore Delegato del Italy Hub di Lilly.



Il piano rappresenta un investimento strategico no-profit da 1,5 milioni di euro per sostenere percorsi di ricerca focalizzati su temi chiave della sanità contemporanea: sostenibilità del sistema, equità di accesso alle cure, digitalizzazione, innovazione terapeutica e salute pubblica. Ogni dottorato sarà arricchito da collaborazioni internazionali e strumenti tecnologici di supporto alla condivisione dei risultati, in collaborazione con atenei di rilievo e partner globali. “Crediamo nella scienza, ma anche nella capacità delle istituzioni di ascoltarla”, ha dichiarato Federico Villa, Direttore Generale della Fondazione Lilly per l’Italia. “Per questo investiamo nei giovani ricercatori, perché siano protagonisti del cambiamento del nostro sistema sanitario”.



Il programma “30x30” nasce anche come reazione a un quadro poco incoraggiante: l’Italia investe solo l’1,31% del PIL in Ricerca e Sviluppo, ben al di sotto della media UE del 2,24%. Ancora più basso il valore destinato alla salute, con poco più dello 0,2%, a fronte di cifre comprese tra lo 0,3% e lo 0,6% nei principali Paesi europei. La spesa sanitaria pubblica resta al 6,7% del PIL, contro il 10,1% della Germania. I dottorati coinvolgeranno 30 università italiane, selezionate per garantire una copertura geografica equilibrata. Le aree di specializzazione saranno cinque: innovazione digitale e trasformazione tecnologica; sostenibilità, economia e modelli finanziari; accesso, equità e riforme organizzative; prevenzione, salute pubblica e One Health; partnership, formazione e internazionalizzazione. Nei prossimi mesi sarà annunciata anche una collaborazione strategica nell’ambito dell’intelligenza artificiale per supportare l’elaborazione e la diffusione dei risultati delle ricerche, favorendo un dialogo più efficace tra accademia e decisori pubblici. “Abbiamo bisogno di competenze in grado di guidare l’evoluzione della sanità pubblica, in un equilibrio tra personalizzazione delle cure e sostenibilità del sistema”, ha commentato l’On. Marcello Gemmato, Sottosegretario alla Salute.

Oltre ai dottorati, la Fondazione prevede: una Academy per la formazione continua dei dipendenti pubblici sanitari, in sinergia con il Ministero della Salute e organismi internazionali e un piano di educazione alla ricerca nelle scuole italiane, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, per avvicinare le nuove generazioni al mondo scientifico. Il Comitato tecnico-scientifico che guiderà il programma 2025–2028 sarà presieduto da Claudio Jommi, Professore ordinario di Economia Aziendale presso il Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università del Piemonte Orientale: “Investire nella formazione significa gettare le basi per un SSN più giusto, efficiente e orientato ai risultati. I dottorati rappresentano un’occasione unica per costruire competenze strategiche capaci di innovare le politiche pubbliche”. Dal 1974, la Fondazione Lilly ha sostenuto la ricerca in Italia con oltre 4 milioni di euro di borse studio e programmi come “La Ricerca in Italia: un’Idea per il Futuro”, oltre a iniziative globali come la Lilly MDR-TB Partnership contro la tubercolosi. Oggi, con “30x30”, rilancia il suo ruolo come motore di trasformazione della sanità, partendo dalle competenze e dalla visione di lungo periodo.



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