Medici
11 Luglio 2024I dati presentati nel nuovo Rapporto Fnomceo-Censis, “Il necessario cambio di paradigma nel Servizio sanitario: stop all'aziendalizzazione e ritorno del primato della salute', presentato in occasione del convegno 'Dall'economia al primato della persona”

Dal 2012 al 2022 "è aumentato in sanità il ricorso al lavoro a tempo determinato e interinale (dal 2012 al 2022 un balzo del +75,4%), e tra il 2015 e il 2022 le retribuzioni dei medici nella pubblica amministrazione sono diminuite, in termini reali, del 6,1%. La spesa per lavoro a tempo determinato, consulenze, collaborazioni, interinale e altre prestazioni di lavoro sanitarie e sociosanitarie provenienti dal privato è stata pari a 3,6 miliardi di euro nel 2022, con un incremento del +66,4% rispetto al 2012". Sono alcuni dei dati presentati nel nuovo Rapporto Fnomceo-Censis, “Il necessario cambio di paradigma nel Servizio sanitario: stop all'aziendalizzazione e ritorno del primato della salute', presentato questa mattina a Roma in occasione del convegno 'Dall'economia al primato della persona”, organizzato dalla stessa Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri.
"Non si può continuare ad avere una gestione della sanità basata solo su criteri di carattere economicistici. Occorre invertire le priorità: darsi degli obiettivi di salute e, partendo da quelli, allocare le risorse" ha sottolineato il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, nel corso del convegno. Oggi, il servizio sanitario nazionale è messo in discussione dalla carenza di "risorse e dalla non piena valorizzazione delle professionalità sanitarie. Viviamo una realtà in cui il disagio professionale è molto alto ed è dovuto al sovraccarico di lavoro, alla carenza di attrattività del sistema perché i medici oggi preferiscono un mercato più remunerativo che è quello libero che si sta sviluppando", ha aggiunto Anelli. "Viviamo una dimensione economicistica", ha proseguito il presidente Fnomceo. "I presidenti di Regione sono in una situazione drammatica; hanno risorse limitate a loro disposizione e devono far quadrare i conti perché c'è un obbligo previsto dalla Costituzione. Questo si riverbera come una camicia di forza sui medici che vivono nel sistema sanitario e devono stare dentro un budget e questo crea lacerazioni evidenti", ha aggiunto. "Dobbiamo andare oltre: valorizzare i professionisti e rimettere in moto un sistema di partecipazione perché i cittadini pretendono risposte".
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