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28 Marzo 2024

Medici, veterinari e farmacisti uniti per l’ambiente. Al via il piano One Health Ambassador

A Roma in Senato, ad un incontro introdotto dall’onorevole Giovanni Satta (Commissione affari sociali), è stato presentato “One health ambassador”. Un progetto di Edra con Boehringer Ingelheim per trasformare medici di famiglia, veterinari, farmacisti in informatori di prossimità sui temi ambientali


In Italia ci sono 65 milioni di animali da compagnia e 400 mila aziende che producono alimenti, in molti casi di origine animale, sottoposte ogni giorno a controlli accurati. Sempre in Italia, si stanno diffondendo dopo il Covid-19 altri virus di origine animale, con conseguenze potenziali gravissime: Dengue, Chikungunya, West Nile. Infine, uno studio pubblicato dal New England Journal of Medicine illustra i dati sbalorditivi scoperti dai ricercatori dell’Università Luigi Vanvitelli di Napoli: su 300 over 65 operati di placche carotidee il microscopio elettronico ha riscontrato particelle di nanoplastiche nel 60% dei casi, ed anche PVC, materiali edilizi e pellicole. Si tratta di tre esempi di come l’ambiente circostante influenzi la salute degli italiani. Trasmissibili e non, le malattie vanno valutate dal medico ma anche da altri professionisti del territorio. A Roma in Senato, ad un incontro introdotto dall’onorevole Giovanni Satta (Commissione affari sociali), è stato presentato “One health ambassador”. Un progetto di Edra con Boehringer Ingelheim per trasformare medici di famiglia, veterinari, farmacisti in informatori di prossimità sui temi ambientali. Il percorso è guidato da un comitato scientifico con due presidenti di spessore, l’epidemiologo Stefano Vella ed Antonio Gaudioso, e mira a far interagire le tre professioni per prevenire epidemie grazie a corretti comportamenti e, in prospettiva, costruire una ricerca epidemiologica integrata su uomo, animali, ambiente. «Gli spillover, i mutamenti genetici con cui i virus si trasformano e riescono ad infettare anche l’uomo avvengono continuamente» spiega Stefano Vella, che lavora al Pandemic Fund della World Bank per preparare i sistemi sanitari nazionali a farsi trovare più preparati rispetto alla pandemia di Covid del 2020. «Gli allevamenti intensivi, il trasporto di merci su larga scala, sono all’ordine del giorno. L’approccio “One Health” è oggi più adeguato a prepararsi al nuovo rischio pandemico». Gaudioso ricorda come nel recente riordino il Ministero della Salute abbia modificato il nome del Dipartimento Prevenzione trasformandolo in One Health e dotandolo di una Direzione Generale sugli Stili di Vita. L’ambiente è poi tra i temi prioritari legati al G7 a presidenza italiana.

Per costruire una collaborazione comune tra veterinari, medici e farmacisti, secondo Gaetana Ferri presidente degli ordini dei veterinari (Fnovi), serve innanzi tutto una formazione comune, e la comune disponibilità dei dati dei sistemi informativi nazionali su ricetta veterinaria ed elettronica e sui sistemi di segnalazione delle malattie. Altri gap da colmare: «Sulle zoonosi non ci sono sistemi di segnalazione reciproca; le biobanche dei batteri resistenti ci sono nella veterinaria, per l’uomo no». Una posizione sposata da Alessandro Rossi presidente della Società Italiana di Medicina generale che auspica sistemi informatici interconnessi fra le tre categorie. Ferri ricorda poi i progressi. L’ultimo rapporto dell’Unione Europea sull’uso antibiotici in veterinaria (Esvac) ha certificato un calo di oltre il 50% nel consumo negli allevamenti italiani, superiore alla media UE. Quattro le materie dove lavorare. Oltre all’antibioticoresistenza, ci sono: la prevenzione delle nuove malattie, incluse quelle parassitarie e le arbo-virosi (Xylella); l’oncologia dove Fnovi con il Centro referenza oncologia comparata di Genova e Lilt indaga i fattori di rischio umani e degli animali da compagnia; infine, la valutazione dei dati derivanti dall’osservazione dei residui dei contaminanti ambientali. Per Aldo Grasselli di Sivemp (sindacato veterinari medicina pubblica) serve una sorveglianza epidemiologica negli ambienti selvatici per capire se si stanno generando condizioni per nuove pandemie. Medici e farmacisti ricordano i passi avanti fatti, in particolare Silvestro Scotti segretario Fimmg ricorda come prima del Covid il sindacato stesse lavorando a “Fimmg Green” per diffondere una formazione One Health tra i giovani medici ma anche tra i veterani: una proposta caldeggiata anche da Manuela Petino rappresentante del Segretariato Giovani Medici. Altro tema, il coinvolgimento dei medici nei progetti di salvaguardia ambientale: riferisce Scotti che Fimmg e Federfarma in Friuli VG pensano di realizzare una raccolta specifica dei blister di farmaci scaduti che, fatti da plastiche pregiate ed alluminate, potrebbero essere recuperati con accordi ad hoc con i soggetti che organizzano le raccolte differenziate. Il presidente di Federfarma Marco Cossolo ribadisce la disponibilità delle 18 mila farmacie private ad aderire a nuovi progetti. «Soprattutto sugli animali da compagnia vediamo una crescita di contatti ed interazioni nelle famiglie che devono portarci ad attenzioni diverse», un dato riferito anche da Marco Melosi veterinario e presidente della Società Culturale Italiana Animali da Compagnia. E tanto si può migliorare nella raccolta differenziata dei farmaci scaduti nelle metropoli come Roma: lo ricorda il farmacista Eugenio Leopardi presidente della società scientifica Utifar. Infine, il presidente dei giovani farmacisti Fenagifar Vladimiro Greco ricorda la partecipazione della sua sigla – con Federfarma, Sistema Farmacia ed uniTo di concerto con i medici di famiglia – ad uno studio epidemiologico su 1100 tamponi per rilevare lo streptococco. L’adozione del tampone riduce del 70% l’uso non corretto degli antibiotici.

Siamo in un Paese in cui il numero di animali domestici è in costante aumento, al primo posto in Europa. La frequenza con cui gli italiani condividono le loro vite con uno o più animali domestici cresce all’avanzare dell’età, tra le donne e tra i residenti delle aree extra-urbane, dati che si confermano da Nord a Sud. Questa fotografia del paese conferma l’importanza, anche terapeutica, della convivenza con gli animali da compagnia, e ci spinge ad accendere i fari sulla crescente attenzione da porre al benessere animale, affinché si abbia anche quello delle famiglie e delle persone che li ospitano. L’approccio One Health mira concretamente a questo e noi come azienda impegnata in ambito salute umana e animale, lo sappiamo bene. In questo senso farmacista, medico veterinario e medico di medicina generale giocano un ruolo fondamentale, nello scambio di informazioni tra loro e con la comunità. Noi di Boehringer Ingelheim abbiamo deciso di lanciare One Health Ambassador consapevoli che uno dei primi punti su cui investire è accrescere consapevolezza e informazione corretta sul tema, sia verso i professionisti sanitari che verso la comunità in generale, per responsabilizzarli ad un contributo attivoha dichiarato Morena Sangiovanni, Presidente del gruppo Boehringer Ingelheim Italia.

TAG: ONE HEALTH

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