Congresso AIIC
11 Giugno 2026Ha preso il via a Torino il 26° Convegno nazionale AIIC. L’intervista al presidente Umberto Nocco

L'innovazione sanitaria nasce dai bisogni che emergono nella pratica clinica quotidiana e la sfida principale è renderla disponibile ai pazienti in tempi sempre più rapidi. È il messaggio che Umberto Nocco, presidente dell'Associazione Italiana Ingegneri Clinici (AIIC), in un’intervista a Sanità33 affida all'apertura del 26° Convegno nazionale dell'associazione, in programma dal 10 al 13 giugno alle Officine Grandi Riparazioni di Torino con il titolo "Facciamo innovazione: come le tecnologie nascono in corsia".
Secondo Nocco, il tema della rapidità rappresenta oggi una delle principali sfide per il sistema sanitario.
«Viviamo in una cultura che ci chiede una risposta immediata e istantanea al bisogno», osserva il presidente AIIC. Per questo motivo, spiega, l'innovazione tecnologica deve orientarsi verso soluzioni che possano essere introdotte rapidamente negli ospedali e produrre effetti concreti sui percorsi assistenziali.
L'idea che la tecnologia nasca dall'osservazione diretta dei problemi clinici è il filo conduttore del congresso. «Sono veramente poche le innovazioni che non sono nate in corsia», afferma Nocco. Molte delle tecnologie oggi utilizzate in sanità derivano infatti dall'esperienza di medici e professionisti che hanno individuato bisogni non soddisfatti nella pratica quotidiana e successivamente li hanno trasformati in soluzioni concrete grazie alla collaborazione con l'industria.
Per il presidente AIIC, il rapporto tra clinici, ingegneri clinici e aziende resta decisivo. Le idee possono nascere negli ospedali, ma per trasformarle in dispositivi e tecnologie diffuse servono capacità produttiva, investimenti e accesso al mercato. È una collaborazione che, sottolinea, ha accompagnato lo sviluppo di molte innovazioni della medicina moderna.
Tra i temi destinati a incidere maggiormente sulla sanità dei prossimi anni, Nocco non individua un unico vincitore. Intelligenza artificiale, telemedicina e dispositivi smart sono, a suo giudizio, componenti di una trasformazione che va letta in modo integrato.
I dispositivi intelligenti rappresentano l'innovazione più vicina ai cittadini perché consentono di monitorare salute e benessere direttamente al domicilio. L'intelligenza artificiale, invece, potrebbe avere un impatto profondo sull'organizzazione e sull'attività clinica, modificando le modalità di erogazione delle prestazioni sanitarie. «Non abbiamo ancora capito fino in fondo dove potremo arrivare», osserva Nocco, definendola una tecnologia potenzialmente in grado di cambiare radicalmente molti processi assistenziali.
La telemedicina occupa una posizione intermedia. Secondo il presidente AIIC, la sua evoluzione dipenderà sia dalla disponibilità di dispositivi utilizzabili a domicilio sia dalla capacità di gestire grandi quantità di dati clinici, ambito nel quale il supporto dell'intelligenza artificiale potrebbe diventare essenziale. «Le tre innovazioni sono strettamente legate tra loro e insieme concorreranno a fare la sanità del futuro», afferma.
Tra gli appuntamenti centrali del congresso, Nocco segnala la sessione del giovedì pomeriggio dedicata al confronto tra professionisti sanitari, innovatori e industria. L'obiettivo sarà verificare quanto il percorso che porta dall'idea nata in corsia alla tecnologia disponibile per i pazienti rappresenti oggi un modello concreto di innovazione sanitaria. Accanto a questo, il programma prevede approfondimenti su sicurezza informatica, tecnologie digitali e dispositivi medici, oltre a un'ampia area espositiva dedicata alle soluzioni più recenti sviluppate dal settore.
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