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07 Aprile 2026

Fumo, Commissione Ue: in calo fumatori ma boom di e-cig tra i giovani. Il report

Report Ue: marketing digitale e vuoti normativi espongono gli under 30 al rischio dipendenza


sigarette elettroniche liquidi

Nell’Unione europea cala il numero di fumatori, ma cresce rapidamente l’uso di sigarette elettroniche e nuovi prodotti a base di nicotina, soprattutto tra i giovani. È il quadro che emerge dalla valutazione sul controllo del tabacco pubblicata dalla Commissione Europea, che lancia l’allarme: "L’attuale quadro normativo non riesce a proteggere efficacemente la salute pubblica, in particolare quella dei giovani". Dal 2012 a oggi, la quota di fumatori è scesa dal 28% al 24% della popolazione europea, anche grazie alle politiche fiscali e alle restrizioni su pubblicità ed etichettatura. Tuttavia, parallelamente, si registra un aumento significativo del consumo di prodotti alternativi: tra i 15 e i 19 anni, un giovane su cinque ha iniziato a fumare attraverso l’uso regolare di sigarette elettroniche.

Il trend è confermato dai dati più recenti: l’uso quotidiano di e-cig è passato dall’1% nel 2020 all’1,7% nel 2023, con un incremento più marcato tra gli under 30 (dall’1,4% al 3%). Nello stesso periodo, il mercato delle sigarette elettroniche è cresciuto del 450% in valore. In forte espansione anche i prodotti a tabacco riscaldato, il cui mercato è passato da 4 milioni di euro nel 2013 a 12,5 miliardi nel 2023. Secondo Bruxelles, i nuovi prodotti rappresentano una sfida emergente per la salute pubblica. "Stanno attirando una nuova generazione verso la dipendenza da nicotina, soprattutto attraverso design accattivanti e promozione online nascosta", ha dichiarato Olivér Várhelyi, commissario europeo per la Salute. Il rischio, evidenzia il report, è che lo svapo diventi una porta d’ingresso al consumo di nicotina e, in alcuni casi, al fumo tradizionale. Il peso sanitario ed economico del tabacco resta elevato: nel 2023 il fumo ha causato quasi 535mila decessi nell’Ue e circa 14,5 milioni di anni di vita persi a causa di disabilità. I costi complessivi, tra spesa sanitaria e impatti indiretti, ammontano a 80,7 miliardi di euro l’anno.

Il documento riconosce l’efficacia delle politiche europee nel ridurre il consumo di sigarette tradizionali – anche grazie all’aumento dei prezzi, responsabile di circa il 40% del calo – ma evidenzia al tempo stesso i limiti dell’attuale normativa di fronte all’evoluzione del mercato e delle strategie di marketing, sempre più orientate ai canali digitali e ai social media. Senza interventi, avverte la Commissione, rischia di allontanarsi l’obiettivo di una "Tobacco-Free Generation" entro il 2040. Per questo Bruxelles ha annunciato una revisione del quadro legislativo sul controllo del tabacco già nel 2026, con l’obiettivo di colmare i vuoti normativi e rafforzare la tutela dei più giovani.

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