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04 Marzo 2026Indagine Euromedia Research presentata durante l’Investing for Life Health Summit: il SSN riceve un voto medio di 5,74 su 10 e le liste d’attesa restano la principale criticità

Gli italiani esprimono un giudizio critico sul Servizio sanitario nazionale ma mantengono fiducia nel ruolo dell’innovazione e della ricerca. È quanto emerge da un’indagine di Euromedia Research presentata il 4 marzo a Roma durante l’ottava edizione dell’“Investing for Life Health Summit”, evento organizzato da MSD Italia.
Secondo lo studio, il 46% degli intervistati ritiene che il diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione non sia pienamente rispettato nel Paese. Il giudizio complessivo sul SSN si attesta su un voto medio di 5,74 su 10.
Le liste d’attesa restano la criticità principale indicata dai cittadini (58%), seguite dall’organizzazione dei pronto soccorso e dei servizi di emergenza (38%) e dall’assistenza ospedaliera (25%). L’indagine evidenzia anche una percezione di diseguaglianze territoriali nel funzionamento del sistema sanitario, con valutazioni più positive concentrate in alcune regioni del Nord, come Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.
«Dai dati della ricerca emerge che, nel 2025, quasi un italiano su due (46%) ritiene che il diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, non sia pienamente rispettato», ha spiegato Alessandra Ghisleri, amministratore delegato di Euromedia Research. «Il giudizio sul Servizio sanitario nazionale risente non solo della quantità delle risorse, ma anche di una gestione percepita come inefficiente e della mancanza di priorità politiche chiare».
Nonostante le criticità segnalate, l’indagine registra una fiducia diffusa nel ruolo dell’innovazione scientifica. Il 40% degli intervistati indica gli investimenti in ricerca e sviluppo come il principale fattore che ha contribuito all’allungamento della vita, mentre il 44% attribuisce grande importanza all’impegno dell’industria farmaceutica nella lotta alle principali malattie.
Il settore sanitario e farmaceutico è inoltre considerato dall’80% dei cittadini un ambito rilevante per la crescita economica del Paese. Allo stesso tempo resta diffusa la percezione di un accesso ancora lento alle terapie innovative: l’87% degli intervistati ritiene che l’arrivo dei nuovi trattamenti nel sistema sanitario richieda tempi troppo lunghi.
Nel corso dell’evento è intervenuto anche il ministro della Salute, Orazio Schillaci, che ha richiamato il tema delle liste d’attesa. «Il Governo ha deciso di affrontare questo problema con una legge organica che introduce misure chiare e strumenti di controllo», ha affermato il ministro. «Ma è necessario il contributo delle Regioni per un cambio di passo che non è più procrastinabile».
L’indagine è stata presentata nel corso di un confronto dedicato alle priorità del sistema sanitario e alle prospettive di investimento in ricerca e innovazione, con la partecipazione di rappresentanti istituzionali, comunità scientifica e associazioni di pazienti.
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