Tumori
09 Ottobre 2024"Quanto ne sai sull'Hpv?". È partita da questa domanda l'indagine condotta da Gwi e commissionata da Roche per valutare i livelli di consapevolezza della popolazione generale sul Papillomavirus umano e sul suo ruolo nello sviluppo del cancro alla cervice uterina

"Quanto ne sai sull'Hpv?". È partita da questa domanda l'indagine condotta da Gwi e commissionata da Roche per valutare i livelli di consapevolezza della popolazione generale sul Papillomavirus umano (Hpv) e sul suo ruolo nello sviluppo del cancro alla cervice uterina. Dal sondaggio, che ha coinvolto 8.700 persone in 12 Paesi di Europa (Italia, Francia, Germania, Spagna e Uk) e America Latina (Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Ecuador, Messico e Perù), è emerso che la metà delle persone intervistate ha una consapevolezza limitata o nulla del collegamento tra Hpv e tumore al collo dell'utero.
Un dato - riporta una nota - che fa riflettere, se si considera che l'Hpv, la cui trasmissione avviene generalmente attraverso rapporti sessuali, è responsabile di oltre il 99% dei tumori alla cervice uterina. Ogni anno nel mondo a circa 600.000 donne viene diagnosticato un cancro al collo dell'utero; di queste, circa 340.000 perdono la battaglia contro la malattia. Tuttavia, il 93% dei tumori cervicali potrebbe essere prevenuto completamente attraverso uno screening appropriato e la vaccinazione contro l'Hpv. La consapevolezza del legame tra Papillomavirus umano e tumore della cervice uterina e dell'importanza della prevenzione attraverso vaccini e screening è fondamentale per debellare questa malattia. Purtroppo, questa consapevolezza non sembra essere ancora diffusa a sufficienza: in Italia, ad esempio, solo il 28% delle 505 donne intervistate nell'ambito dell'indagine risulta avere una conoscenza approfondita dell'Hpv, il 22% dichiara di non saperne nulla e il 50% di averne solo una conoscenza limitata.
Parlando invece di prevenzione, dal sondaggio emerge che 1 donna su 5, delle oltre 5.650 intervistate tra i 23 e i 55 anni di età, non si è mai sottoposta a screening per l'Hpv. In Italia, dove sono attivi programmi di screening del cancro alla cervice e, in alcune regioni, viene già offerto gratuitamente il test Hpv ogni 5 anni alle donne dai 30 ai 64 anni, il sondaggio restituisce una fotografia della situazione relativamente positiva: il 68% delle rispondenti dichiara di essersi già sottoposta ad uno screening cervicale (Hpv/Pap test) o di averne in programma uno a breve (13%).
- "Lo screening è il primo e più importante passo per prevenire e debellare il cancro alla cervice uterina. L'indagine svolta evidenzia quanto, anche nel nostro Paese, si possa ancora fare per supportare l'informazione e la prevenzione di questa patologia che, solo in Italia nel 2023 ha registrato 2.500 nuovi casi. Un numero molto alto, soprattutto se consideriamo che questa patologia è altamente prevenibile e curabile - ha commentato Roberto Scalamogna, responsabile della funzione Medica di Roche Diagnostics Italia - È importante continuare a promuovere l'informazione per favorire la consapevolezza dei fattori che aumentano il rischio di sviluppare il carcinoma alla cervice uterina, primo fra tutti l'infezione da Papillomavirus, nonché l'importanza dello screening per la prevenzione di questo tipo di tumore".
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