Sordità
04 Marzo 2026Alla Camera confronto tra società scientifiche, associazioni e politica: prevenzione, diagnosi precoce e accesso alle cure al centro della proposta bipartisan

In Italia 2 neonati su 1.000 nascono con sordità e circa un milione di persone sopra i 15 anni presenta gravi limitazioni dell’udito. Sono invece 7 milioni, pari al 12% della popolazione, coloro che nel corso della vita sperimentano una riduzione dell’udito, con un incremento significativo tra gli over 80. È il quadro emerso oggi alla Camera in occasione della Giornata mondiale dell’udito, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, e della V Giornata nazionale di sensibilizzazione sulle malattie dell’orecchio. Il simposio nazionale “Ipoacusia, sordità e innovazione: il contributo della scienza, delle istituzioni e del Terzo settore” è stato organizzato dall’Associazione Nazionale Sordi in collaborazione con SIOeChCf e Siaf. L’obiettivo condiviso è stato quello di rafforzare prevenzione, diagnosi precoce, accesso alle cure e inclusione sociale, attraverso l’istituzione di un Osservatorio nazionale sulla sordità.
L’iniziativa ha rappresentato il momento culminante della campagna “Sordità: un problema nascosto”, con screening otologici gratuiti, open day e attività nelle scuole su tutto il territorio nazionale. Il tema centrale è stato quello della sottovalutazione dei disturbi uditivi meno gravi, spesso diagnosticati in ritardo. Un fenomeno paragonato a un iceberg: emergono solo i casi più evidenti, mentre resta sommersa una quota significativa di ipoacusie non intercettate. “Per Ans questo è un momento storico – ha dichiarato il presidente Luca Iacovino –. È la prima volta che organizziamo un incontro alla Camera insieme al comitato scientifico. Abbiamo invitato tutte le realtà associative a firmare un patto di alleanza per istituire un Osservatorio e affrontare le criticità che riscontriamo in tutta Italia”. Secondo Marco De Vincentiis, presidente SIOeChCf, i dati impongono di rafforzare la prevenzione e rendere più accessibili le cure fin dall’infanzia, perché la perdita dell’udito comporta importanti ricadute sull’inserimento sociale. Domenico Cuda, presidente Siaf, ha evidenziato come l’eccessiva frammentazione tra i diversi attori abbia indebolito le politiche sanitarie, ampliando il divario tra innovazioni tecnologiche e pratica clinica. “Serve una visione unitaria – ha sottolineato – e un Osservatorio nazionale insieme a un Piano nazionale sordità”.
Nel corso dei lavori si è discusso anche di innovazione: dalle protesi acustiche e impianti cocleari di nuova generazione all’intelligenza artificiale e alle prospettive delle terapie geniche. Al centro del confronto anche lo stato dei tavoli “Hearing” a quattro anni dalla loro istituzione, con focus su screening, accessibilità alle tecnologie, rischio rumore e riabilitazione. Sul piano politico si registra un’apertura trasversale. La senatrice Elena Murelli (Lega) ha depositato una proposta di legge per istituire un Piano nazionale sulla sordità e un Osservatorio permanente. Alla Camera, il deputato Marco Furfaro (Pd) ha annunciato la disponibilità bipartisan per una proposta condivisa, mentre Luciano Ciocchetti (Fdi), vicepresidente della Commissione Affari sociali, ha espresso sostegno all’iniziativa.
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