Oms
30 Gennaio 2026L’Oms chiude il 2025 con una riorganizzazione legata alla crisi dei finanziamenti

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha chiuso il 2025 con una ristrutturazione profonda per far fronte alla crisi dei finanziamenti, riducendo il personale di 1.241 unità invece dei circa 3.000 tagli inizialmente stimati e portando il budget biennale 2024-2025 a 4,2 miliardi di dollari. Lo ha riferito il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus intervenendo alla riunione del Comitato dell’Executive Board sul programma, budget e amministrazione (Pbac).
“L’anno appena trascorso è stato uno dei più difficili nella storia dell’Organizzazione mondiale della sanità”, ha dichiarato Tedros, ricordando il processo di riallineamento avviato dopo la crisi dei finanziamenti, culminata anche con l’uscita degli Stati Uniti. Negli ultimi dodici mesi, ha spiegato, l’agenzia ha dovuto procedere a una ridefinizione delle priorità, con l’unificazione di dipartimenti e divisioni e il trasferimento di alcune funzioni operative.
Nella sede centrale, ha precisato il direttore generale, il team dirigenziale senior è stato dimezzato e il numero dei direttori quasi ridotto della metà. La riorganizzazione ha mantenuto l’equilibrio di genere e la rappresentanza regionale, mentre la forza lavoro globale risulta ora mediamente più giovane. “È stato un processo difficile, ma crediamo che abbia posizionato la nostra organizzazione verso il successo futuro”, ha affermato.
Tedros ha ricordato che, senza le misure adottate, i tagli avrebbero potuto coinvolgere circa 3.000 dipendenti a livello globale. La riduzione effettiva a 1.241 unità è stata possibile soprattutto grazie a pensionamenti, prepensionamenti volontari e uscite naturali, che hanno riguardato 1.162 persone, oltre al mantenimento di circa 600 posizioni sostenute dall’aumento dei contributi fissi degli Stati membri.
Sul piano finanziario, l’Oms ha avviato dal 2022 un percorso per aumentare progressivamente i contributi obbligatori, portandoli dal 14% al 50% del bilancio di base. Due incrementi sono già stati approvati e versati, mentre i successivi sono programmati per maggio 2027, 2029 e 2031. Parallelamente, l’organizzazione ha ampliato la base dei donatori attraverso la creazione della Who Foundation, la pubblicazione del primo Investment Case e il lancio di un primo round di investimenti.
Grazie a queste misure, ha indicato Tedros, è stato possibile mobilitare circa l’85% delle risorse necessarie per il bilancio di base del biennio in corso. Resta tuttavia una quota del 15%, pari a circa 660 milioni di dollari, che sarà più difficile da reperire. Inoltre, poiché gran parte dei contributi volontari è vincolata a specifiche destinazioni, alcuni ambiti rimangono sottofinanziati, tra cui la preparazione alle emergenze, la resistenza antimicrobica, il finanziamento dei sistemi sanitari, la resilienza climatica e i determinanti della salute.
“L’aumento dei contributi è una soluzione strategica di lungo periodo che renderà l’Oms più indipendente e meno vulnerabile agli shock geopolitici”, ha concluso Tedros, sottolineando la necessità di proseguire su questo percorso per garantire stabilità finanziaria e continuità delle funzioni principali dell’agenzia.
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