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30 Gennaio 2026

Malattie rare, Gemmato: farmacie di comunità per rafforzare accesso e continuità delle cure

Per il sottosegretario alla Salute le farmacie di comunità possono affiancare le strutture ospedaliere nella distribuzione di farmaci e dispositivi per i pazienti con malattie rare


farmacisti

Le farmacie di comunità possono svolgere un ruolo di supporto nell’assistenza ai pazienti con malattie rare, affiancando le strutture ospedaliere nella distribuzione di farmaci e dispositivi e contribuendo a migliorare l’accesso e la continuità delle cure, in particolare nei giorni di chiusura delle farmacie ospedaliere. È quanto ha affermato Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute con delega alle malattie rare, intervenendo all’evento di apertura della Giornata delle malattie rare, organizzato da Uniamo presso il Ministero della Salute.

Secondo Gemmato, parlare di malattie rare significa riferirsi a un insieme eterogeneo di patologie che, nel loro complesso, coinvolgono circa due milioni di persone in Italia, senza considerare l’impatto sulle famiglie. Un ambito che, ha sottolineato, richiede modelli organizzativi capaci di superare alcune criticità ancora presenti nella presa in carico e nella gestione dei percorsi di cura.

Nel suo intervento, il sottosegretario ha richiamato anche alcuni punti di forza del sistema italiano, citando il ruolo degli screening neonatali e l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza, che ha portato all’introduzione del test per la Sma e per otto nuove malattie rare. Sul fronte dei farmaci orfani, Gemmato ha evidenziato che 146 su 155 medicinali autorizzati dall’Ema risultano dispensati in regime di convenzione, con un accesso gratuito per i pazienti.

In questo quadro si inserisce il tema della farmacia dei servizi, rifinanziata con l’ultima legge di Bilancio. Secondo Gemmato, la rete delle farmacie territoriali rappresenta un presidio di prossimità che può contribuire a rendere più efficace la presa in carico dei pazienti, anche grazie alle opportunità offerte dalla telemedicina. Un modello che, a suo avviso, potrebbe essere esteso anche all’ambito delle malattie rare, superando alcune rigidità legate alla distribuzione esclusiva dei farmaci tramite le farmacie ospedaliere.

Per il sottosegretario, valorizzare la rete delle farmacie di comunità in un’ottica integrata potrebbe tradursi in un miglior servizio al cittadino, rafforzando continuità assistenziale e prossimità, senza sostituire il ruolo delle strutture specialistiche ospedaliere ma affiancandole lungo il percorso di cura.

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