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22 Gennaio 2026Gli Stati Uniti si avviano verso l’uscita dall’Organizzazione mondiale della sanità, dopo la scadenza del periodo obbligatorio di preavviso di dodici mesi : le ricadute

Gli Stati Uniti si avviano verso l’uscita dall’Organizzazione mondiale della sanità, dopo la scadenza del periodo obbligatorio di preavviso di dodici mesi previsto dalla legge statunitense. Lo riferisce Reuters, sottolineando le possibili ricadute sui finanziamenti dell’agenzia e sulla cooperazione sanitaria globale.
Secondo l’agenzia di stampa, l’amministrazione guidata da Donald Trump ha notificato l’intenzione di lasciare l’Oms con un ordine esecutivo firmato il primo giorno del mandato, nel 2025. La normativa Usa prevede un periodo di preavviso di un anno e il pagamento di tutte le quote arretrate prima dell’uscita formale.
Un portavoce del Dipartimento di Stato ha dichiarato a Reuters che la Casa Bianca contesta all’Oms una gestione ritenuta inadeguata delle emergenze sanitarie e una distribuzione giudicata squilibrata degli oneri finanziari. Secondo la stessa fonte, il presidente avrebbe deciso di sospendere ulteriori trasferimenti di fondi e risorse verso l’organizzazione.
L’Oms ha tuttavia segnalato che gli Stati Uniti non avrebbero ancora versato circa 260 milioni di dollari di contributi dovuti per gli anni 2024 e 2025. La questione sarà esaminata dal Consiglio esecutivo dell’organizzazione nel mese di febbraio, insieme alle modalità operative dell’uscita e alle conseguenze sul funzionamento dell’agenzia.
Per Lawrence Gostin, direttore dell’O’Neill Institute for Global Health Law della Georgetown University, la decisione configurerebbe una violazione della legge statunitense, anche se difficilmente contestabile sul piano politico. Interpellato da Reuters al Forum di Davos, Bill Gates, presidente della Gates Foundation, ha affermato di non attendersi un rapido ripensamento da parte di Washington.
Sul piano organizzativo, l’uscita degli Stati Uniti ha già innescato una revisione del bilancio dell’Oms. Washington rappresentava circa il 18% del finanziamento complessivo dell’agenzia. Secondo quanto riportato da Reuters, la riduzione delle risorse ha portato a un dimezzamento del management e a una riduzione programmata di circa un quarto del personale entro la metà dell’anno, con una revisione delle attività operative.
Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha auspicato un ripensamento della decisione, definendo il ritiro una perdita sia per gli Stati Uniti sia per la comunità internazionale. Esperti di salute globale citati da Reuters segnalano possibili impatti sulla capacità di sorveglianza epidemiologica, sulla gestione delle emergenze e sui programmi sanitari sostenuti dall’organizzazione.
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