liste attesa
08 Ottobre 2025Alla Camera il ministro della Salute annuncia controlli e ispezioni dopo le irregolarità emerse dal monitoraggio Agenas e conferma l’estensione dello screening mammografico nella legge di Bilancio.

“Oltre cento ospedali pubblici in Italia operano come strutture private. È una situazione indegna”. Lo ha dichiarato il ministro della Salute Orazio Schillaci rispondendo al Question time alla Camera, nel corso del dibattito sulle iniziative per una corretta rilevazione dei tempi di attesa nel Servizio sanitario nazionale.
Schillaci ha spiegato che il dato emerge dal monitoraggio condotto da Agenas, attivato per uniformare i ventuno sistemi regionali di raccolta e trasmissione dei dati sulle liste d’attesa. “Abbiamo introdotto l’obbligo del Cup unificato – ha ricordato – e alcune Regioni, come Lazio e Basilicata, già trasmettono i dati in tempo reale. È un processo complesso, che richiede investimenti tecnologici e cambiamenti organizzativi.”
Il ministro ha precisato che i controlli proseguiranno e che i risultati saranno pubblicati solo quando i dati saranno “completi e incontrovertibili”. “Non siamo noi a volerli nascondere – ha aggiunto – ma le Regioni ci hanno chiesto prudenza. Non vogliamo alimentare polemiche o pubblicare rapporti parziali che oscurerebbero le buone pratiche.”
Secondo Schillaci, il Piano nazionale di governo delle liste d’attesa 2025-2027 consentirà di “intervenire chirurgicamente sulle criticità e valorizzare le eccellenze”. I primi risultati indicano un aumento medio del 13% delle prestazioni diagnostiche, con oltre mille strutture che hanno incrementato l’attività di oltre il 20%. “Il nostro obiettivo è abbattere i tempi di attesa con metodo, rigore e trasparenza basata su dati affidabili, non sulle polemiche”, ha affermato.
Nel corso dello stesso question time, Schillaci ha confermato che l’estensione dello screening mammografico alle fasce di età 45-49 e 70-74 anni sarà inserita nella proposta di legge di Bilancio 2026. “È un obiettivo prioritario – ha spiegato – ma vogliamo farlo bene, non in fretta. Alcune Regioni hanno già avviato l’estensione, altre vanno sostenute. Non possiamo imporre dall’alto ciò che non può essere garantito nel concreto.”
Il ministro ha ricordato che con il decreto legge 202/2024 sono state previste risorse specifiche per progetti pilota nel 2025 e 2026. L’iniziativa rientra nel Piano nazionale della prevenzione 2020-2025 e nel Piano oncologico nazionale 2023-2027, che dispone di 10 milioni di euro l’anno fino al 2027. “L’obiettivo – ha concluso Schillaci – è assicurare a tutte le donne, ovunque vivano, pari accesso a programmi di diagnosi precoce di qualità.”
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