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Professioni sanitarie

05 Settembre 2025

Professioni sanitarie, via libera dal Cdm alla riforma. Ecco cosa cambia

Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge-delega che avvia un profondo processo di riforma delle professioni sanitarie


parlamento emiciclo

Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge-delega che avvia un profondo processo di riforma delle professioni sanitarie. Il provvedimento, che interviene anche sulla responsabilità professionale, punta a modernizzare il sistema e a renderlo più efficiente, inclusivo e in linea con l’evoluzione scientifica e tecnologica. “È una riforma attesa da anni – ha dichiarato il ministro della Salute Orazio Schillaci – che punta a contrastare le carenze di organico, a sburocratizzare il sistema e a valorizzare le competenze delle professioni sanitarie. Sono previste misure di sostegno allo sviluppo della carriera e la revisione di percorsi formativi come l’istituzione della Scuola di specializzazione per la medicina generale. Con questa riforma diamo un ulteriore contributo al potenziamento del Servizio sanitario nazionale, valorizzando le professioni per rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni di salute dei cittadini”.

Il testo approvato dal Cdm delega il Governo ad adottare, entro il 31 dicembre 2026, una serie di misure per incrementare il personale sanitario, potenziare la formazione specialistica e rafforzare le professionalità del settore. Le disposizioni prevedono norme per contrastare le carenze di organico, anche attraverso forme di lavoro flessibile che consentano l’impiego degli specializzandi nel Servizio sanitario nazionale. Saranno introdotti strumenti per lo sviluppo della carriera professionale, insieme a misure specifiche a favore di chi lavora in condizioni difficili o in aree disagiate. Allo stesso tempo, è prevista una semplificazione delle attività amministrative che oggi gravano sugli operatori, così da liberare tempo da dedicare all’assistenza, e un rafforzamento delle norme sulla sicurezza dei professionisti nello svolgimento delle loro attività. Sul fronte della formazione, la riforma introduce un Sistema nazionale di certificazione delle competenze e prevede una revisione dei percorsi di specializzazione. Il corso regionale di formazione in medicina generale verrà trasformato in una Scuola di specializzazione, mentre per le professioni sanitarie non mediche saranno istituite scuole dedicate. Particolare attenzione sarà data anche alla valorizzazione del ruolo degli Ordini professionali, riconosciuti come attori centrali del processo di modernizzazione.

Accanto a questi interventi, il disegno di legge affronta anche il tema della responsabilità professionale. Come spiegato dal viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, le prestazioni sanitarie dovranno essere basate su linee guida o buone pratiche scientifiche, con la responsabilità penale limitata ai soli casi di colpa grave. Una scelta che, secondo Sisto, mantiene intatta la tutela dei pazienti e consente al personale sanitario di operare con maggiore serenità. Per Schillaci e Nordio si tratta di un impegno mantenuto, che permette di dare risposte concrete agli operatori sanitari e, allo stesso tempo, ai cittadini. “Con questa riforma – hanno dichiarato – vogliamo rilanciare le professioni sanitarie e dare risposte efficaci ai nuovi bisogni di salute della popolazione”.

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