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Responsabilità medici

05 Settembre 2025

Scudo penale, via libera dal Cdm. Maggioranza: provvedimento storico

Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge-delega sulle professioni sanitarie, introducendo di un nuovo “scudo penale” per i medici e gli operatori del settore


medico scudo penale

Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge-delega che riforma le professioni sanitarie, intervenendo anche sulla responsabilità professionale con l’introduzione di un nuovo “scudo penale” per i medici e gli operatori del settore. Il provvedimento, spiegano in una nota congiunta i ministri della Salute e della Giustizia, Orazio Schillaci e Carlo Nordio, “mira a ridurre gli effetti perniciosi della cosiddetta medicina difensiva, che a sua volta è conseguente alle numerose e spesso infondate denunce nei confronti dei medici, con ricadute disastrose per l’efficienza del servizio sanitario e per la stessa salute dei cittadini”.

 La nuova disciplina, precisano, circoscrive la responsabilità penale degli operatori ai soli casi di colpa grave, confermando comunque il diritto dei pazienti al giusto risarcimento in caso di danno. Sul piano politico, la Lega rivendica la misura come una propria vittoria. “La stabilizzazione dello scudo penale per i professionisti della sanità rappresenta una vittoria concreta della Lega e un risultato che avevamo chiesto con forza durante gli Stati Generali della Sanità dello scorso anno”, ha dichiarato Emanuele Monti, responsabile nazionale Sanità del partito. Secondo Monti, si tratta di una “misura di buonsenso” che protegge i sanitari “da un’esposizione penale sproporzionata”. La Lega, ha aggiunto, in Parlamento lavorerà per migliorare il testo e “snellire i procedimenti risarcitori oggi bloccati dalla burocrazia a favore dei pazienti”.

Apprezzamento arriva anche da Forza Italia. Per Ugo Cappellacci, presidente della Commissione Affari sociali della Camera, la riforma rappresenta un “provvedimento storico” che “restituisce serenità a chi opera in condizioni complesse” e risponde alle richieste degli ordini professionali. “Garantire migliori condizioni di lavoro – ha sottolineato – significa assicurare cure di qualità e un servizio più efficiente per tutti i cittadini”.

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