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06 Marzo 2025

Tbc, Oms: con taglio fondi a rischio milioni di vite

L'agenzia Onu per la salute in una nota mette in guardia sull'impatto per la Tbc: "I tagli ai finanziamenti per i programmi" dedicati alla malattia "mettono milioni di persone, in particolare le più vulnerabili, in grave rischio"


tubercolosi

Oltre 79 milioni di vite salvate in 2 decenni da quella che è considerata la malattia infettiva più letale, circa 3,65 milioni di morti evitate solo lo scorso anno. Sono i risultati ottenuti grazie ai servizi di prevenzione, analisi e cura della tubercolosi (Tbc). Progressi guidati da aiuti esteri essenziali - soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito (Lmic) - e in particolare da Usaid, l'Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale, fa notare l'Organizzazione mondiale della sanità, mentre Oltreoceano la Corte Suprema Usa ha bocciato l'ordine di Trump di congelare 2 miliardi di aiuti all'estero.

Una mossa che continua a generare preoccupazione. Tanto che oggi l'agenzia Onu per la salute in una nota mette in guardia sull'impatto per la Tbc: "I tagli ai finanziamenti per i programmi" dedicati alla malattia "mettono milioni di persone, in particolare le più vulnerabili, in grave rischio". Sulla base dei dati segnalati dai programmi nazionali sulla Tb all'Oms e sulla base della segnalazione del governo degli Stati Uniti al sistema di segnalazione dei creditori dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), il governo degli Stati Uniti ha fornito circa 200-250 milioni di dollari Usa all'anno in finanziamenti bilaterali per la risposta alla Tbc a livello nazionale. Questo finanziamento è stato circa un quarto dell'importo totale dei finanziamenti dei donatori internazionali per la Tbc. I tagli ai fondi del 2025 avranno un "impatto devastante" sui programmi per questa gravi infezione "in particolare nei Paesi a basso e medio reddito che dipendono fortemente dagli aiuti internazionali, dato che gli Stati Uniti sono stati il ​​maggiore donatore bilaterale", avverte l'Oms.

I primi rapporti che stanno arrivando all'Oms dai 30 Paesi con il più alto tasso di Tbc confermano che i ritiri dei finanziamenti stanno già portando allo smantellamento di servizi essenziali, segnala l'agenzia Onu. Migliaia di operatori sanitari affrontano licenziamenti, mentre i ruoli di assistenza tecnica sono stati sospesi, paralizzando i programmi nazionali contro la Tbc. Le catene di fornitura dei farmaci si stanno interrompendo a causa di sospensioni del personale, mancanza di fondi e problemi nei dati. Anche i servizi di laboratorio sono gravemente interrotti - si legge nella nota - con ritardi nel trasporto dei campioni, negli approvvigionamenti e carenze di materiali di consumo essenziali che bloccano gli sforzi diagnostici. Infine, i sistemi di dati e sorveglianza "stanno crollando", minando la segnalazione di routine e il monitoraggio della resistenza ai farmaci. Gli sforzi di coinvolgimento della comunità, tra cui la ricerca attiva dei casi, lo screening e il tracciamento dei contatti, si stanno deteriorando, riducendo la diagnosi precoce della Tbc e aumentando i rischi di trasmissione.

"Senza un intervento immediato, questi fallimenti sistemici paralizzeranno gli sforzi di prevenzione e cura della Tbc, vanificheranno decenni di progressi e metteranno in pericolo milioni di vite", conclude l'Oms. "Inoltre, l'Usaid, il terzo maggiore finanziatore della ricerca sulla Tbc al mondo, ha sospeso tutte le sperimentazioni finanziate, compromettendo gravemente i progressi anche su questo fronte". In questi tempi difficili, l'Oms "rimane ferma nel suo impegno a sostenere i governi nazionali, la società civile e i partner globali nel garantire finanziamenti duraturi e soluzioni integrate per salvaguardare la salute e il benessere delle persone più vulnerabili alla malattia".

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