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Sanità

10 Settembre 2024

Farmaceutica, rapporto Draghi riconosce ruolo strategico ma è declino della posizione in Ue

Le sfide e le opportunità del settore farmaceutico ricostruite nel rapporto dell’ex presidente della Bce Mario Draghi consegnato a Bruxelles. Il rapporto lancia l'allarme su una economia europea 'in pericolo'


Progetto senza titolo (77)

Il rapporto di Mario Draghi consegnato a Bruxelles lancia l'allarme su una economia europea 'in pericolo'. L'ex presidente della Bce invoca riforme radicali. L'Unione europea dovrebbe investire 800 miliardi in più all'anno. Il documento si divide in 10 aree, tra cui la farmaceutica, analizzate nel loro stato attuale (deficitario) e accompagnate da possibili correzioni. Negli ultimi anni, il settore farmaceutico dell'Unione Europea ha visto una diminuzione della sua influenza globale, affrontando sfide significative legate a investimenti insufficienti in ricerca e innovazione (R&I) e alla frammentazione normativa. Nonostante l'UE continui a dominare il commercio globale in termini di valore, sta perdendo terreno nei segmenti di mercato più dinamici, cedendo quote a favore delle aziende statunitensi, si legge nel report.

Sfide e opportunità
Uno dei fattori principali del declino dell'UE nel settore farmaceutico è la disparità nei livelli di investimento in R&I. Attualmente, la spesa totale del settore pubblico dell'UE per la ricerca e l'innovazione in campo farmaceutico è inferiore alla metà di quella degli Stati Uniti, mentre l'investimento privato dell'UE è circa un quarto rispetto a quello statunitense. Questo gap di spesa influisce direttamente sulla capacità dell'industria europea di innovare e competere a livello globale. Nel 2022, dei dieci farmaci biologici più venduti in Europa, solo due erano commercializzati da aziende dell'UE, mentre sei erano prodotti da aziende statunitensi. Questo scenario evidenzia non solo una perdita di leadership nel settore, ma anche una crescente difficoltà nel mantenere una posizione competitiva in mercati chiave. La frammentazione normativa e un quadro regolatorio complesso contribuiscono ulteriormente alle sfide affrontate dall'UE. Nel 2022, il tempo mediano di approvazione per nuovi farmaci da parte delle agenzie regolatorie in Europa era di 430 giorni, rispetto ai 334 giorni negli Stati Uniti. Questa differenza nelle tempistiche di approvazione può ritardare l'accesso dei pazienti a nuovi trattamenti e limitare la competitività delle aziende europee. Un'altra barriera significativa è rappresentata dall'accesso ai dati sanitari, essenziale per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale (IA) nel settore farmaceutico. Per recuperare la competitività e colmare il divario con gli Stati Uniti, l'UE deve affrontare queste sfide con decisione. Investimenti maggiori in ricerca e innovazione, una riforma della regolamentazione e un miglioramento nell'accesso ai dati sanitari sono passi cruciali per rivitalizzare il settore farmaceutico europeo. Solo attraverso un impegno concertato e una strategia coerente, l'UE potrà riconquistare la sua posizione di leader nel mercato farmaceutico globale.

Efpia accoglie con favore
"L'industria farmaceutica accoglie con favore il rapporto di Mario Draghi che delinea proposte su come l'Europa può riconquistare il suo vantaggio competitivo e il ruolo critico delle industrie innovative nel raggiungere questo obiettivo. "Siamo lieti che il rapporto abbia una visione olistica del nostro settore, riconoscendo la sua importanza strategica per l'Europa e il suo futuro". È quanto afferma l'Efpia, l'associazione delle aziende farmaceutiche europee, a proposito del rapporto Draghi.  L'Efpia si è detta rassicurata dal fatto che il rapporto riconosca "le sfide significative che l'Europa deve affrontare nei confronti dei concorrenti globali, in particolare gli Stati Uniti e la Cina" e risponda positivamente "alla richiesta dell'industria farmaceutica basata sulla ricerca di politiche più favorevoli e coerenti per prevenire un'ulteriore erosione del settore e invertire una tendenza che ha visto la quota europea di investimenti globali in Ricerca e Sviluppo scendere di un quarto negli ultimi due decenni".  "L'industria farmaceutica è un pilastro fondamentale dell'economia europea, ma la sua posizione di leader globale è precaria perché gli investitori guardano sempre più altrove. Questo rapporto mostra l'ambizione al più alto livello per affrontare i problemi", conclude la direttrice generale Efpia Nathalie Moll.

TAG: RAPPORTO DRAGHI

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