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08 Novembre 2024“Sono convinto che Cup e Fse possano trovare una ulteriore integrazione, così come il monitoraggio della cronicità da parte dei farmacisti sarà sempre più importante. Se si parla di innovazione la logistica del farmaco è già all’avanguardia”. Così il sottosegretario Alessio Butti in apertura dell’undicesima edizione di FarmacistaPiù

«Riconosco il ruolo storico delle farmacie nel rapporto diretto con il cittadino. Il Dossier farmaceutico è parte integrante del Fascicolo sanitario elettronico, strumento fondamentale per una medicina personalizzata. Sono convinto che Cup e Fse possano trovare una ulteriore integrazione, così come il monitoraggio della cronicità da parte dei farmacisti sarà sempre più importante. Se si parla di innovazione la logistica del farmaco è già all’avanguardia e, in particolare, le farmacie si avvalgono da tempo di strumenti digitali come la telemedicina». È il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per l’innovazione Alessio Butti in apertura dell’undicesima edizione di FarmacistaPiù. Al centro del dibattito “Processi di evoluzione tecnologica a supporto della sanità, farmacisti e farmacie pionieri di innovazione”.
Partendo dall’attività svolta in questi due anni dal governo di cui fa parte, Butti afferma che «in Italia manca una vera cultura del dato. Abbiamo pochissimi dati sanitari e clinici a disposizione. Quello che vogliamo sviluppare è il concetto di architettura federata dei dati sanitari, che sia il frutto di un dialogo continuo con il Garante per la privacy e con le categorie professionali». Un tema cruciale resta quello dell’implementazione del Fse, sulla quale, tra l’altro, il Pnrr investe ingenti risorse. Permane, fa notare Butti, una notevole disomogeneità tra Regione e Regione: «Manca prima di tutto l’interoperabilità. Da parte sua il governo ha varato nel settembre 2023 un decreto ministeriale finalizzato a standardizzare le procedure regionali in tema di Fascicolo sanitario elettronico ed è quasi in fase conclusiva la redazione di un altro decreto che invece partirà dal presupposto che alcuni dati sanitari possano rimanere sul territorio nel quale sono stato generati,ma altri dovranno confluire in un repository centrale il cui controllo spetta al ministero della Salute».
Sollecitato sulle prospettive dell’intelligenza artificiale Butti conclude mettendone in luce le enormi potenzialità nell’accelerare le attività di ricerca sui farmaci, antibiotici in primis, anche se «l’aspetto tecnologico, anche in questo campo, non deve mai prevalere sul fattore umano».
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