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30 Marzo 2023 Eliminare le differenze regionali, aggiornare la normativa e promuovere campagne informative: questi i punti che si propone di portare avanti per incentivare le donazioni e i trapianti. Il tema è stato affrontato nel corso dell’evento "La donazione, una ricchezza da non sprecare. L'infezione da citomegalovirus, una minaccia nel post trapianto”
Eliminare le differenze regionali, aggiornare la normativa e promuovere campagne informative: questi i punti che Elisa Pirro, Senatrice Commissione Affari Sociali - Intergruppo parlamentare donazione e trapianto, si propone di portare avanti per incentivare le donazioni e i trapianti. Il tema è stato affrontato nel corso dell’evento "La donazione, una ricchezza da non sprecare. L'infezione da citomegalovirus (cmv), una minaccia nel post trapianto”, organizzato oggi a Milano, con il contributo non condizionante di Takeda. Il citomegalovirus (CMV) è un virus diffuso a livello mondiale: si stima che la sieropositività tra gli adulti corrisponda al 45% nei Paesi sviluppati e al 100% nei Paesi in via di sviluppo. Negli individui immunocompetenti, il CMV è latente, ma in quelli con compromissione immunitaria - come i pazienti sottoposti a trapianto - può generare gravi complicanze. Nel 2021, in Italia, il 27% dei pazienti sottoposti a trapianto ha sviluppato infezione da CMV, generando un elevato tasso di ospedalizzazione, che impatta sulla vita del paziente e sui costi del Sistema Sanitario Regionale.
«Stiamo programmando un ciclo di audizioni che avrà avvio dopo Pasqua, in cui vorremmo confrontarci con le società scientifiche, le associazioni pazienti, il Centro Nazionale Trapianti e alcune realtà regionali, per capire il motivo per cui ancora esistano così tante differenze a livello regionale nell’area trapianti e arrivare a delle proposte normative», spiega Pirro. «Durante la scorsa legislatura c’era un tavolo che stava lavorando per aggiornare la normativa sui trapianti che risale al 1999. Da allora ci sono state molte innovazioni tecnologiche e scientifiche, la società è cambiata, quindi, vanno fatti degli aggiornamenti rispetto a quello impianto», dichiara. Altro punto su cui la senatrice tiene a lavorare è una campagna di informazione perché ci sono ancora molti dubbi per i donatori. «Vorremmo concentrarci anche con una campagna mirata nelle Università per quanto riguarda la donazione di midollo osseo e cellule staminali emopoietiche, proprio per puntare alle fasce più giovani, quelle che possono essere migliori come base per questo genere di trapianti».
I dati relativi al 2022, elaborati dal CNT, mostrano un trend in crescita evidente delle donazioni e dei trapianti, collocando l’Italia ai primi posti in Europa. «È sicuramente un segnale confortante – spiega Massimo Cardillo, Direttore Generale del Centro Nazionale Trapianti (CNT) dell'ISS – ma, allo stesso tempo, i dati regionali sono ancora disomogenei e molti i pazienti in lista di attesa». Cardillo sostiene: «Preservare il bene del trapianto significa prevenire le infezioni, il rigetto e fare in modo che l’organo trapiantato possa durare più a lungo possibile. Questo è fondamentale perché ad oggi purtroppo, non tutti pazienti che hanno bisogno di un trapianto, riescono ad ottenerlo. Di conseguenza, garantire un successo del trapianto in qualche modo fa sì che si riduca anche il fabbisogno di trapianto stesso per i pazienti che attualmente attendo». Nel corso dell’evento è intervenuto anche Andrea Degiorgi, Rare Business Unit Head Takeda Italia, sottolineando l’importanza di seguire il paziente durante tutto il percorso di cura: «Come Takeda riteniamo che al di là del nostro core che è sviluppare trattamenti terapeutici, sia fondamentale cercare di seguire il paziente nel proprio percorso dall'inizio, al proseguimento, al follow-up». Partendo da questo, quindi, «la parte successiva al trapianto è fondamentale. Esistono, infatti, tutta una serie di complicazioni che rendono il paziente post trapianto, un paziente fragile. Vanno, quindi, considerati servizi che migliorino la loro qualità della vita».
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