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Dermatologia

02 Marzo 2026

Eczema cronico delle mani, disponibile in Italia nuova terapia topica pan-JAK per pazienti adulti

Presentato a Milano il primo inibitore topico pan-JAK indicato per l’eczema cronico delle mani da moderato a grave negli adulti per i quali i corticosteroidi topici sono inadeguati o inappropriati, con benefici rapidi sui sintomi e miglioramento della qualità di vita

 


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È disponibile in Italia delgocitinib, inibitore topico pan-JAK indicato per l’eczema cronico delle mani da moderato a grave negli adulti per i quali i corticosteroidi topici risultano inadeguati o inappropriati. Il trattamento è stato presentato a Milano nel corso della conferenza stampa Free your hands ECZhibition.

L’eczema cronico delle mani è una malattia infiammatoria cutanea caratterizzata da arrossamento, fissurazioni, secchezza, vescicole e prurito persistente, talvolta associato a dolore. La condizione presenta un andamento cronico-recidivante e può interessare fino a un adulto su dieci, con maggiore prevalenza nelle donne e nei lavoratori esposti a sostanze irritanti o allergeni.

L’impatto della patologia riguarda anche la sfera lavorativa e sociale. Secondo i dati presentati, circa il 35% dei pazienti con forme moderate-severe ha usufruito di congedi per malattia, il 25% riferisce impossibilità a lavorare e il 5% ha abbandonato l’attività professionale. Fino al 50% dei pazienti con forme severe riporta sintomi ansioso-depressivi.



«L’eczema cronico delle mani è definito come eczema che dura più di tre mesi oppure recidiva almeno due volte l’anno», ha dichiarato Antonio Costanzo, vicepresidente SIDeMAST. «La patogenesi è multifattoriale e coinvolge fattori endogeni, come difetti della barriera cutanea e disregolazione immunitaria, ed esogeni quali irritanti e allergeni».

La gestione clinica richiede anamnesi accurata e, quando indicato, test allergologici. Le strategie terapeutiche comprendono prevenzione dell’esposizione a sostanze irritanti, uso di emollienti e corticosteroidi topici per il controllo dell’infiammazione. Tuttavia, l’impiego prolungato di corticosteroidi può essere limitato dagli effetti collaterali.

«Le linee guida europee indicano i corticosteroidi topici come prima linea, mentre nelle forme severe può essere necessaria terapia sistemica», ha affermato Katharina Hansel, vicepresidente SIDAPA. «L’uso sistemico richiede monitoraggio e può essere associato a eventi avversi».

Delgocitinib agisce bloccando la via JAK-STAT, coinvolta nei processi infiammatori e nella disfunzione della barriera cutanea. Il farmaco è applicato localmente due volte al giorno fino alla risoluzione delle lesioni.



«Si tratta del primo inibitore topico pan-JAK», ha spiegato Silvia Mariel Ferrucci, responsabile del Servizio di dermatologia allergologica della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. «La somministrazione topica consente di ottenere l’efficacia degli inibitori JAK con un profilo di sicurezza favorevole. Negli studi clinici il miglioramento del prurito è stato osservato già dopo un giorno e quello del dolore dopo tre giorni».

L’autorizzazione si basa sul programma clinico di fase 3 DELTA, comprendente gli studi DELTA 1 e DELTA 2, nei quali la crema è stata confrontata con il veicolo. I risultati, pubblicati su The Lancet, mostrano miglioramenti significativi della gravità della malattia e un profilo di sicurezza favorevole. L’estensione fino a 36 settimane ha confermato il mantenimento dell’efficacia e il controllo dei sintomi nel tempo, con miglioramento del Dermatology Life Quality Index in oltre il 70% dei pazienti.

Secondo le associazioni dei pazienti, la disponibilità di nuove opzioni terapeutiche può contribuire a ridurre l’impatto funzionale della patologia. «Oltre il 70% dei pazienti riferisce difficoltà nelle attività domestiche e più del 50% nella cura personale», ha dichiarato Mario Coccioli, presidente ANDeA.

«Migliorare la qualità di vita delle persone e rispondere a bisogni terapeutici ancora insoddisfatti è la mission che guida LEO Pharma», ha aggiunto Paolo Melito, Direzione medica LEO Pharma Italia.

Liberare le mani dall’eczema cronico è oggi un obiettivo più concreto per i pazienti adulti che ne soffrono. È disponibile in Italia delgocitinib, primo inibitore topico pan-JAK indicato per le forme di eczema cronico delle mani da moderate a gravi, per le quali i corticosteroidi topici risultano inadeguati o inappropriati. Il nuovo trattamento, presentato a Milano nel corso della conferenza stampa Free your hands ECZhibition, introduce una prospettiva di gestione a lungo termine della malattia, caratterizzata da benefici rapidi su prurito e dolore, un buon profilo di sicurezza e un miglioramento significativo della qualità di vita.

Una patologia frequente e ad alto impatto sulla qualità di vita

L’eczema cronico delle mani è una malattia infiammatoria cutanea che si manifesta su mani e polsi con arrossamento, fissurazioni, secchezza, vescicole, prurito persistente e nei casi più acuti dolore.

Si tratta di una condizione diffusa, con un andamento cronico-recidivante, che interessa nel mondo fino a un adulto su dieci, e ha una maggiore prevalenza nelle donne e nei soggetti che svolgono professioni manuali o sono a contatto con sostanze irritanti e allergeni, come operatori sanitari, parrucchieri, addetti alle pulizie, cuochi e lavoratori dell’ambito estetico o meccanico.

L’impatto non è solo clinico ma anche psicologico, sociale e professionale: nelle forme moderate-gravi si possono registrare assenze dal lavoro, limitazioni nelle attività quotidiane e difficoltà relazionali. I dati presentati indicano che circa il 35% dei pazienti con forme moderate-severe ha usufruito di congedi per malattia, il 25% non è in grado di lavorare e il 5% ha dovuto rinunciare alla propria occupazione. Inoltre, fino a un paziente su due con forme severe e refrattarie riporta sintomi di ansia o depressione, segno del peso psicologico di una patologia visibile e spesso stigmatizzante.



“L’eczema cronico delle mani è definito come eczema delle mani che dura più di tre mesi oppure che recidiva almeno due volte l’anno ha commentato Antonio Costanzo, Vicepresidente della Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMAST). “Colpisce maggiormente le donne, con una prevalenza annuale pari al 5,6% versus il 3,8% che si registra negli uomini. La patogenesi è multifattoriale: possono essere coinvolti fattori endogeni, come difetti della barriera cutanea e disregolazione immunitaria locale, ed esogeni come irritanti, allergeni e agenti patogeni”.

Diagnosi e limiti delle terapie disponibili

La gestione dell’eczema cronico delle mani è complessa, poiché la malattia può derivare da cause differenti (dermatite atopica, dermatite da contatto irritante o dermatite allergica da contatto), e richiede un’accurata anamnesi clinica, oltre a test allergologici mirati. Il decorso cronico-recidivante e il ritardo diagnostico, spesso legato all’automedicazione o alla sottovalutazione dei sintomi, contribuiscono a un suo controllo non ottimale.

La terapia consiste essenzialmente nella prevenzione dei contatti con sostanze potenzialmente dannose, nel ripristino della barriera cutanea con emollienti e nella riduzione dell’infiammazione con i corticosteroidi topici. Le attuali terapie disponibili, però, in particolare i corticosteroidi, possono essere inadeguate o non adatte a un uso prolungato, a causa degli effetti collaterali.

“Secondo le raccomandazioni delle linee guida europee – ha affermato Katharina Hansel, Vicepresidente Società Italiana di Dermatologia Allergologica Professionale e Ambientale (SIDAPA) – il trattamento di prima linea include corticosteroidi topici, spesso a breve termine, mentre per le forme severe può essere utilizzata una terapia sistemica dopo il fallimento dei topici. Tuttavia, l’uso di terapie sistemiche può richiedere un monitoraggio aggiuntivo ed è associato a eventi avversi che possono portare a riduzione della dose o interruzione”.

Delgocitinib, un nuovo approccio topico pan-JAK

In questo contesto si inserisce delgocitinib, nuovo inibitore topico pan-JAK che agisce bloccando la via di segnalazione JAK-STAT, coinvolta nei processi infiammatori e nella disfunzione della barriera cutanea tipici dell’eczema cronico delle mani. Il farmaco va applicato localmente due volte al giorno fino alla risoluzione delle lesioni e consente di intervenire su infiammazione, prurito e dolore con un’azione intracellulare mirata.

Secondo gli esperti, delgocitinib mostra un miglioramento progressivo e costante dei sintomi, con benefici precoci già nelle prime fasi di trattamento e un controllo duraturo della malattia. Il profilo topico riduce inoltre il rischio di effetti sistemici e consente l’utilizzo anche in presenza di fissurazioni cutanee, senza evidenze di tossicità sistemica o fenomeni di rebound alla sospensione, osservati invece con l’uso prolungato di corticosteroidi.



“Si tratta del primo e unico inibitore topico pan-JAK” ha spiegato Silvia Mariel Ferrucci, Responsabile Servizio di dermatologia allergologica della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. “Grazie alla somministrazione topica, delgocitinib offre i benefici di un inibitore del JAK con un profilo di sicurezza migliore rispetto alla terapia sistemica e rappresenta un’importante innovazione nella gestione dell’eczema cronico delle mani, perché dai risultati degli studi clinici è risultato efficace e ben tollerato nel breve e nel lungo termine. I dati clinici hanno riportato un rilevante miglioramento dei sintomi già dopo 1 giorno di terapia per quanto riguarda il prurito e dopo 3 giorni per il dolore”.

L’approvazione di delgocitinib si basa sui risultati del programma clinico di fase 3 DELTA 3, che comprende gli studi DELTA 1 e DELTA 2, nei quali la crema delgocitinib è stata confrontata con il veicolo della crema. Negli studi clinici, pubblicati su The Lancet, il trattamento ha raggiunto gli endpoint primari e secondari, mostrando miglioramenti significativi della gravità della malattia già nelle prime settimane di trattamento e un profilo di sicurezza favorevole.

L’estensione a lungo termine dello studio DELTA 3, fino a 36 settimane, ha confermato il mantenimento dell’efficacia e del controllo dei sintomi nel tempo, supportando l’utilizzo della terapia come opzione per la gestione cronica della patologia. Complessivamente, i dati indicano un miglioramento clinicamente significativo dell’indice di qualità di vita dermatologica (Dermatology Life Quality Index, DLQI) in oltre il 70% dei pazienti trattati.

La risposta ai bisogni dei pazienti

L’eczema cronico delle mani incide profondamente sulla vita quotidiana, interferendo con attività domestiche, cura personale e relazioni sociali. La disponibilità di un trattamento topico efficace e ben tollerato rappresenta un passaggio rilevante non solo per il controllo clinico della malattia, ma anche per la tutela dell’autonomia dei pazienti.

                                                  

“I dati mostrano che oltre il 70% dei pazienti affronta difficoltà nelle occupazioni domestiche e più del 50% nella cura personale. Garantire l’accesso a trattamenti efficaci e ben tollerati non è solo un obiettivo sanitario, ma un passo necessario per tutelare la qualità di vita e la piena partecipazione sociale” ha dichiarato Mario Coccioli, Presidente dell’Associazione Nazionale Dermatite Atopica (ANDeA).

L’introduzione di delgocitinib segna così una nuova prospettiva nella gestione della patologia: un’opzione terapeutica mirata, utilizzabile a lungo termine e capace di rispondere ai bisogni ancora insoddisfatti di pazienti spesso giovani e in età lavorativa, per i quali la malattia rappresenta una limitazione concreta nelle attività quotidiane e professionali.

“Oltre ai risultati clinici sulla riduzione della gravità della malattia, per noi è fondamentale sottolineare l’impatto di delgocitinib sulla qualità di vita” ha dichiarato Paolo Melito, Direzione Medica LEO Pharma Italia. “Migliorare concretamente la vita delle persone, rispondendo a bisogni terapeutici ancora insoddisfatti, è la mission che guida LEO Pharma”.

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