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Oncologia

20 Dicembre 2024

Cancro, i casi in lieve diminuzione non devono far calare l’attenzione

Nel 2024 sono state 390.100 le nuove diagnosi, in base alle stime contenute nel volume “I numeri del cancro in Italia 2024”. Nella lotta ai tumori, le buone notizie non mancano ma non devono indurre ad abbassare la guardia


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Nella lotta ai tumori, le buone notizie non mancano ma non devono indurre ad abbassare la guardia. Il volume “I numeri del cancro in Italia 2024”, presentato a Roma, descrive i trend, gli aspetti relativi alle diagnosi e alle terapie nell’ultimo anno. 

La pubblicazione, giunta alla quattordicesima edizione, è stata realizzata grazie al lavoro di Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), Associazione italiana registri tumori (Airtum), Fondazione Aiom, Osservatorio nazionale screening (Ons), Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in italia), Passi d’argento e Società italiana di anatomia patologica e di citologia diagnostica (Siapec-iap). In apertura, Saverio Cinieri, presidente della Fondazione Aiom, ricorda: “Il volume viene consultato tutto l’anno da noi oncologi. Come Fondazione, per il rapporto con i pazienti, usiamo le pagine sui comportamenti di vita che devono essere modificati”. 

Raccolta sul territorio. I dati del 2024 derivano da 35 registri tumori che coprono una popolazione di oltre 44 milioni di persone, cioè l’80% dei cittadini. In base alle stime contenute nel documento, nel 2024 sono state 390.100 le nuove diagnosi di tumore (214.500 negli uomini e 175.600 nelle donne). Si tratta di numeri sostanzialmente stabili, anzi, in lieve calo rispetto al biennio precedente (391.700 nel 2022 e 395.900 nel 2023). Un elemento positivo è il costante incremento di coloro che sopravvivono dopo la diagnosi: nel 2024 sono circa 3,7 milioni. La metà dei cittadini che oggi si ammala è destinata a guarire e avrà la stessa attesa di vita di chi non ha sviluppato il cancro. 

Inversione di tendenza. Il tumore diagnosticato più di frequente è stato il carcinoma della mammella (53.686 casi), seguito dal colon-retto (48.706), polmone (44.831), prostata (40.192) e vescica (31.016). Nel 2022, in Italia, sono stati stimati 35.700 decessi per cancro del polmone, 24.200 per il colon-retto, 15.500 per la mammella, 14.900 per il pancreas e 9.900 per lo stomaco. La popolazione maschile si conferma quella più colpita dai tumori con una differenza quest’anno di 30mila casi in più rispetto a quella femminile. “Quest’anno, nel nostro Paese – sottolinea Fabrizio Stracci, presidente di Airtum – le nuove diagnosi di tumori maligni non supereranno i 390.100 casi. Si tratta di una stima concordante con quanto riportato nel 2022 e 2023, sulla base delle proiezioni a livello europeo. Va evidenziato l’inizio di una potenziale inversione di tendenza nel numero assoluto di nuovi casi, cioè una diminuzione di circa il 5% rispetto all’ultima proiezione Airtum del 2020 e alle stime dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro”.

Più screening nelle aree del Sud. Nel 2023, rispetto agli anni precedenti, si è registrata una maggiore copertura della popolazione attraverso i tre programmi di screening (mammografico del 49%, cervicale del 47% e colorettale del 32%). Restano tuttavia ancora notevoli le differenze territoriali, con le regioni meridionali che fanno registrare livelli di adesione inferiori rispetto alle altre aree. “Nonostante ci siano i segni di miglioramento nell’efficienza degli screening, nel complesso e ancor più nelle macro regioni del Sud e delle Isole, i dati non sono ancora soddisfacenti. Dobbiamo tenere alta la guardia”, afferma Francesco Perrone, presidente dell’Aiom.

Non abbassare la guardia. Gli stili di vita come fumo, inattività e alimentazione sono ancora un tasto dolente nella popolazione italiana dal momento che il 24% degli adulti fuma, il 33% è in sovrappeso e il 10% è obeso, il 18% consuma alcol in quantità a rischio per la salute. Si registra inoltre un aumento di sedentari, saliti dal 23% nel 2008 al 28% nel 2023. “I numeri sono importanti perché le stime ci fanno capire che in termini di incidenza le cose vanno meglio tenendo sempre conto delle modifiche della popolazione italiana”, commenta Perrone. Nell’ultimo anno “abbiamo avuto qualche allarme mediatico come l’epidemia di cancro nei giovani. In realtà – osserva – l’allarme in Italia si può considerare rientrato ed è segno della bontà e qualità della oncologia italiana”. Il timore di dare buone notizie si traduce nel rischio che si abbassi l’attenzione, ma “non possiamo farlo”, sottolinea Perrone. “Non possiamo considerarci sereni se aumenta il consumo dei prodotti a base di tabacco fra i giovani”.

Attenzione alla prevenzione. “La sfida deve essere quella di investire in prevenzione, promuovendo stili di vita sani, a partire da un’alimentazione corretta, associata all’attività fisica”, spiega il ministro della Salute, Orazio Schillaci, nella prefazione del libro. “Oggi sappiamo che l’errata alimentazione incide per circa il 35% sull’insorgenza dei tumori e che la dieta mediterranea riduce del 10% la mortalità complessiva, prevenendo lo sviluppo di numerosi tipi di cancro. Allo stesso tempo occorre promuovere una maggiore partecipazione ai programmi di screening, fondamentali per diagnosticare precocemente una patologia e aumentare notevolmente le possibilità di guarigione, perché soprattutto in alcune Regioni non si registrano le adesioni auspicate”.

Cala la mortalità fra i giovani. I dati dei registri tumori indicano un costante aumento del numero di persone che vivono dopo la diagnosi pari a circa l’1,5% l’anno nell’ultimo decennio (1,6% nelle donne e 1,3% negli uomini). I dati evidenziano, nello specifico, un netto calo della mortalità nei giovani under 50. 

Dei quasi 10 milioni di morti oncologiche ogni anno in tutto il mondo, il 10,5% avviene in giovani adulti in entrambi i sessi, in Italia dal 2006 al 2021. “La diminuzione complessiva nell’intero periodo è del 21,4% nelle donne e del 28% negli uomini”, afferma Massimo Di Maio, presidente eletto Aiom. “In 15 anni, sono state 786 le vite salvate tra le donne e 939 tra gli uomini in questa fascia d’età rispetto al numero atteso basato sui tassi del 2006. In entrambi i sessi, diminuisce in particolare la mortalità per tumore del polmone: del 46,4% tra le donne e del 35,5% tra gli uomini under 50. “Sono dati estremamente incoraggianti, se si considera che questa neoplasia rappresenta la prima causa di morte oncologica negli uomini giovani adulti e la seconda nelle donne dopo il tumore della mammella”, osserva Di Maio. 

Occhio al genere. Per quanto riguarda i tumori ginecologici, la probabilità di guarigione per le donne colpite, nello scorso decennio, da tumore dell’utero è stata del 69%, per il collo dell’utero del 58%, per l’ovaio del 32%. “È evidente il ruolo della diagnosi precoce nell’aumentare le probabilità di superare definitivamente la malattia. Nel carcinoma della mammella è pari complessivamente al 73%, ma passa dal 99% nello stadio I all’81% nello stadio II per scendere al 36% nel III e IV. Considerando tutti gli stadi, chi si è ammalato di tumore del colon-retto ha una probabilità di guarire del 56%, dal 92% se la malattia è diagnosticata in stadio precoce al 71% in stadio II”, spiega Diego Serraino, direttore della struttura operativa complessa di Epidemiologia Oncologica e Registro Tumori del Friuli Venezia Giulia, Centro di Riferimento Oncologico, Irccs di Aviano.

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