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22 Luglio 2024Il sogno di un vaccino universale “one shot” contro l'influenza potrebbe essere più vicino a realizzarsi. Gli esperti, sviluppando un vaccino mirato alla Spagnola del 1918 che ha ucciso milioni di persone in tutto il mondo, sono riusciti a proteggere i primati dal virus dell'influenza aviaria H5N1

Il sogno di un vaccino universale “one shot” contro l'influenza in grado di conferire un'immunità a vita contro virus in evoluzione, perché mirato alla parte del patogeno che non muta, potrebbe essere più vicino a realizzarsi. Un team di ricercatori ha infatti messo a punto una strategia che si è rivelata promettente. Gli esperti, sviluppando un vaccino mirato a un'influenza del passato, la Spagnola del 1918 che ha ucciso milioni di persone in tutto il mondo, sono riusciti a proteggere i primati dal virus dell'influenza aviaria H5N1, che oggi è sotto i riflettori per via delle epidemie che sta causando nei mammiferi.
Lo studio condotto dall'Oregon Health & Science University (Ohsu) e pubblicato su 'Nature Communications' illustra un nuovo approccio ritenuto promettente per lo sviluppo di un vaccino antinfluenzale universale 'one and done'. Per testare la piattaforma vaccinale, gli scienziati dell'Ohsu hanno deciso di concentrarsi sul virus considerato più probabile causa della prossima pandemia. E spiegano di aver ottenuto una robusta risposta immunitaria nei primati non umani esposti ad H5N1 dopo essere stati vaccinati. Ma il vaccino, appunto, non era basato sul patogeno in questione, ma sulla Spagnola. "È entusiasmante perché nella maggior parte dei casi questo tipo di ricerca di base fa progredire la scienza molto gradualmente", osserva l'autore senior dello studio, Jonah Sacha, dell'Oregon National Primate Research Center dell'Ohsu. Il lavoro in questione invece "potrebbe effettivamente diventare un vaccino in cinque anni o meno", stima.
I ricercatori hanno riferito che 6 degli 11 primati vaccinati contro il virus influenzale del 1918 sono sopravvissuti all'esposizione ad H5N1. Al contrario, un gruppo di controllo di 6 primati non vaccinati non ha superato la malattia. Sacha crede che la piattaforma possa essere utile contro altri virus mutanti, tra cui Sars-CoV-2. "È un approccio molto fattibile", aggiunge. "Per i virus con potenziale pandemico, è fondamentale avere qualcosa del genere". Concorda l'autore corrispondente del lavoro, Douglas Reed, Center for Vaccine Research dell'università di Pittsburgh. "Se un virus mortale come l'H5N1 dovesse scatenare una pandemia, dobbiamo convalidare e distribuire rapidamente un nuovo vaccino".
L'approccio sfrutta una piattaforma sviluppata dagli esperti dell'Ohsu per Hiv e tubercolosi, che prevede l'inserimento di piccoli pezzi di patogeni bersaglio nel comune virus dell'herpes citomegalovirus, o Cmv, che agisce da vettore. Questo approccio differisce da quelli comuni. "Il problema con l'influenza è che non è un solo virus", illustra Sacha. "Come Sars-CoV-2, evolve sempre in una variante successiva" e si è costretti a inseguirlo.
Quello che gli autori dello studio spiegano è che c'è un tipo specifico di cellula T nei polmoni, nota come cellula T effettrice della memoria, che prende di mira le proteine strutturali interne del virus, piuttosto che il suo involucro esterno in continua mutazione. Questa struttura interna non cambia molto nel tempo e rappresenta un bersaglio stazionario per le cellule T, per cercare e distruggere qualsiasi cellula infetta da un virus influenzale vecchio o di recente evoluzione. L'esperimento con i primati è avvenuto all'interno di un laboratorio di livello di biosicurezza 3 altamente sicuro all'università di Pittsburgh.
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