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16 Aprile 2025

Farmaci equivalenti, mercato in crescita ma forti differenze territoriali. Il rapporto Egualia

Diabete, BPCO, epilessia: saranno queste le nuove frontiere dei farmaci equivalenti entro il 2029, quando scadranno i brevetti su 21 molecole strategiche oggi ancora protette. È quanto emerge dal rapporto annuale 2024 del Centro Studi di Egualia


Farmaci pillole colorate

Diabete, BPCO, epilessia: saranno queste le nuove frontiere dei farmaci equivalenti entro il 2029, quando scadranno i brevetti su 21 molecole strategiche oggi ancora protette. È quanto emerge dal rapporto annuale 2024 del Centro Studi di Egualia, che fotografa un mercato in lenta espansione, ma ancora segnato da forti squilibri territoriali e culturali nell’uso degli equivalenti, soprattutto al Sud.

«Nei prossimi due anni il mercato dell’off patent crescerà, seppur moderatamente, grazie alle principali scadenze brevettuali», conferma Elena Folpini, managing director di New Line RDM, che ha curato l’analisi previsionale per Egualia. A trainare saranno i farmaci cardiovascolari – in particolare i regolatori dei lipidi e i betabloccanti – e gli antidepressivi, mentre le gliptine nel diabete passeranno alla fascia A già dal 2024, con prospettive di crescita più significative solo dal 2028.

Nel 2024 i generici-equivalenti hanno rappresentato il 23,3% delle confezioni vendute in farmacia e il 15,8% del mercato a valori, con un giro d’affari complessivo di 1,7 miliardi di euro. Ma l’Italia resta spaccata: al Nord l’uso dei generici è doppio rispetto al Sud. Trento, Lombardia e Piemonte sono le Regioni dove l’equivalente è più usato; all’opposto, Campania, Calabria e Basilicata restano in coda, con una forte preferenza per i farmaci di marca, nonostante siano più costosi e meno convenienti per il cittadino.

Un dato su tutti: nel 2024 i cittadini italiani hanno speso 1,034 miliardi di euro di tasca propria per acquistare brand off patent invece di equivalenti totalmente rimborsati. A pagare di più sono stati gli utenti del Lazio e del Molise. «Ssn e cittadini potrebbero risparmiare molto di più se l’uso degli equivalenti venisse incentivato in tutte le Regioni», sottolinea Riccardo Zagaria, vicepresidente di Egualia con delega al Centro Studi.

Il quadro ospedaliero conferma la centralità degli off patent: il 65% delle cure in corsia è affidato a farmaci fuori brevetto, anche se in termini di valore l’ospedale continua a spendere quasi esclusivamente per i farmaci ancora protetti (93,3% del totale). Gli equivalenti in corsia coprono solo il 2,1% della spesa.

Zagaria rilancia anche sulla riforma del Pht: «La Legge di Bilancio 2024 ha aperto a una distribuzione dei farmaci più vicina al paziente, ma la parte più innovativa è ferma: manca ancora l’elenco vincolante dei farmaci off patent da dispensare tramite le farmacie pubbliche. Serve aprire il confronto con l’industria dei generici per ampliare l’accesso e riequilibrare il sistema».

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