Clima
15 Novembre 2024La nuova amministrazione Trump potrebbe ridefinire l'intera struttura della salute globale, portando a una riduzione del contributo degli Stati Uniti e aprendo la strada a nuove dinamiche internazionali. L'Europa e altri paesi non allineati dovranno decidere se rafforzare il loro impegno o cercare nuove partnership

Con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, il panorama della salute globale potrebbe cambiare radicalmente, con l’impatto che si farà sentire ben oltre i confini degli Stati Uniti, influenzando la direzione futura delle politiche sanitarie globali e il benessere di milioni di persone in tutto il mondo.
Il simbolo emblematico di questa possibile transizione rappresenta il difficile rapporto tra la passata amministrazione Trump l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Nel 2020 Trump aveva aperto alla possibilità di un ritiro completo degli Stati Uniti da questa istituzione – cosa che fu evitata dato il sopraggiungere dell’amministrazione Biden nel 2021. Anche se un'uscita potrebbe e dovrebbe essere stemperata tramite negoziati, è probabile che l'amministrazione Trump richieda cambiamenti profondi all'interno dell'OMS, accusata di essere lenta e poco reattiva. Tutto questo, nell’anno in cui l’OMS ha per la prima volta chiesto complessivamente 11,1 miliardi di dollari per finanziare il proprio lavoro nei prossimi quattro anni. Di questa somma, 7,1 miliardi dovranno essere raccolti tramite donazioni da parte di governi e settore privato.
Ma il potenziale impatto della nuova amministrazione Trump si estende ben oltre l’OMS. Gli Stati Uniti sono storicamente uno dei maggiori contributori a programmi di salute globale, come il, e il Pandemic Fund. Tuttavia, con Trump al potere, il supporto finanziario potrebbe essere drasticamente ridotto. Anche altre iniziative, come il Organizzazioni come il Fondo Globale per la lotta all’AIDS, Tubercolosi e Malaria – che aprirà il processo di rifinanziamento l’anno prossimo potrebbero risentire di una drastica diminuzione del contributo americano. Il Fondo Globale – una tra le agenzie di maggiore successo nello scacchiere della sanità globale e la meglio finanziata (15,7 miliardi nel 2022) – gioca un ruolo cruciale nella lotta alle piu importanti malattie trasmissibili e nel rafforzamento dei sistemi sanitari in paesi in via di sviluppo.
L’approccio dell’amministrazione a tematiche di genere e sui diritti civili potrebbe drasticamente influenzare il contributo statunitense a programmi chiave del Fondo. Per lo stesso motivo e data le differenti posizioni su temi come l’aborto, la UNFPA potrebbe vedere il finanziamento americano completamente azzerato. Stessa sorte potrebbe toccare al Pepfar (Programma di Emergenza per il Soccorso contro l'AIDS), rischiano di vedere i fondi ridotti, poiché non allineate con le nuove priorità della politica estera americana, e suscettibili al probabilissimo scenario di un Congresso a matrice repubblicana. Anche il Green Climate Fund potrebbe risentire della visione specifica sul cambiamento climatico dell’amministrazione che verrà. Non in ultimo, La recentissima nomina di Robert Kennedy Jr a futuro ministro della salute aprirà un possibile fronte di controversie, specialmente nel campo delle politiche di immunizzazione, il cui leader mondiale è Gavi. In un clima geopoliticamente e finanziariamente teso, il problema per queste organizzazioni sarà la mancanza di soluzioni alternative: oltre alla Bill and Melinda Gates Foundation, le specifiche situazioni di donatori tradizionali come Regno Unito, Germania e Francia non lasciano presagire scenari rosei.
Se non gli USA, chi? Con il probabile ridimensionamento del ruolo degli Stati Uniti, la Cina potrebbe consolidare ulteriormente le sue ambizioni di leadership nel campo della salute globale. Pechino ha già iniziato a investire in infrastrutture sanitarie e nella formazione di professionisti della salute in diversi paesi, specialmente nell'Africa subsahariana. Tuttavia, è improbabile che la Cina supporti programmi percepiti come troppo occidentalizzati, come il Pepfar. Piuttosto, Pechino potrebbe concentrarsi su collaborazioni bilaterali e iniziative regionali, legando iniziative nel settore sanitario ad altre iniziative di supporto strategico in altre aree.
Un tale scenario sarebbe incredibilmente trasformativo per l’intera macchina della salute globale. Cosi come trasformativa potrebbe essere l’ascesa di altri paesi del gruppo BRICS – i quali potrebbero assumere un ruolo più significativo nella gestione della salute globale, contribuendo a una maggiore responsabilità condivisa.
Paradossalmente, questa transizione negli Stati Uniti potrebbe stimolare un cambiamento auspicato da molti nella comunità sanitaria globale, e cioè la responsabilizzazione di economie che a cospetto nel loro status di paesi in via di sviluppo hanno ben altro peso (e ambizioni) nello scacchiere diplomatico di sanità globale. Il potenziale drastico calo dei finanziamenti potrebbe dunque accelerare il passaggio da approcci tradizionali dall'alto verso il basso a modelli più partecipativi e orientati ai bisogni locali, in cui i Paesi stessi indicano le proprie priorità e ricevono supporto mirato in base a tali necessità.
Negli ultimi anni, gli aiuti allo sviluppo sono stati accusati di essere inefficienti e scollegati dalle reali esigenze dei paesi destinatari. Una tale potenziale “crisi” scaturita dal taglio di ingenti risorse americane potrebbe rappresentare un'opportunità per ristrutturare l'approccio alla salute globale.
Mario Ottiglio, esperto di sanità globale. Consulente strategico per aziende, organizzazioni internazionali e non-governative.
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