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04 Giugno 2024L’evento “Il ruolo strategico delle biotecnologie per la competitività del Paese” è stata l’occasione per porre al centro del dibattito il ruolo del biotech e l’importanza che assume per l’attrattività del nostro Paese all’estero
C’è bisogno che “la biotecnologia da ricerca si trasformi in un beneficio concreto per ciascuno di noi". È con queste parole che Maria Cristina Porta, DG di Fondazione ENEA Tech e Biomedical, riassume il significato del convegno che si è tenuto a Roma presso la Camera dei deputati dal titolo “Il ruolo strategico delle biotecnologie per la competitività del Paese”, organizzato dall' On. Giulio Centemero, Membro della VI Commissione Finanze, con Pierluigi Paracchi CEO Genenta Science Science. L’evento è stata l’occasione per porre al centro del dibattito il ruolo del biotech e l’importanza che assume per l’attrattività del nostro Paese all’estero.
“Le biotecnologie non sono un ambito confinato della ricerca scientifica o della sua applicazione perché le biotecnologie sono tutti gli elementi che riguardano la nostra vita. Partendo dalle biotecnologie arriviamo al concetto di One Health, al concetto di terapia, di cura, di socialità nella accudimento del paziente. Arriviamo a dei concetti così ampi che le biotecnologie sono totalmente pervasive della nostra vita”, spiega Porta, ai microfoni di Sanità33. Pierluigi Paracchi spiega come nel "post pandemia tutti hanno capito l'importanza di avere tecnologie in casa. In Italia abbiamo delle eccellenze, in alcuni casi competitive a livello europeo ma anche a livello mondiale, come il caso delle terapia geniche cellulari. Queste tecnologie vogliamo che vengano mantenute e che siano pronte nel caso in cui ci sia un'emergenza".
Le biotecnologie sono "una vera speranza per tutta una serie di malattie ma anche per la personalizzazione della cura. È un tipo di innovazione che farebbe bene davvero a tutti", spiega a margine del convegno, Giulia Pastorella, membro della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni. Parliamo di “un settore in cui l'Italia è già molto forte in cui però lo Stato deve anche giocare un ruolo, in particolare con partenariati pubblici-privati, investimenti mirati e soprattutto aiutando a fare sistema tra ricerca e impresa perché questo è il connubio fondamentale”.
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