vaccini
26 Gennaio 2024 Ascoltare la voce degli operatori, individuare le criticità ed elaborare proposte da porre a beneficio di cittadini e player. Questi gli obiettivi dell’Osservatorio sulla pratica vaccinale, presentato ieri a Roma. A dare vita al nuovo organismo sono la Federazione ordini farmacisti italiani e la Fondazione Francesco Cannavò, in collaborazione con Federfarma, Assofarm, Fenagifar
Ascoltare la voce degli operatori, individuare le criticità ed elaborare proposte da porre a beneficio di cittadini e player. Questi gli obiettivi dell’Osservatorio sulla pratica vaccinale, presentato ieri a Roma. A dare vita al nuovo organismo sono la Federazione ordini farmacisti italiani (Fofi) e la Fondazione Francesco Cannavò, in collaborazione con Federfarma, Assofarm, Fenagifar, la Società italiana di farmacia ospedaliera (Sifo), l’Università Bocconi, l’Associazione Cittadinanzattiva e la Federazione italiana medici pediatri (Fimp). “Durante la pandemia - afferma Luigi D’ambrosio Lettieri, presidente della Fondazione Cannavò - il numero dei vaccini somministrati nelle farmacie di comunità è stato enorme con un livello di gradimento dato dalla capillarità del presidio sanitario sul territorio”.
Passata la crisi pandemica, i numeri delle vaccinazioni sono sensibilmente diminuiti. A questo proposito, c’è una priorità che appare chiara dall’analisi effettuata dall’Osservatorio: la comunicazione fra il professionista sanitario, quale il farmacista o il medico di medicina generale, e il cittadino va migliorata se si vuole aumentare la quota di vaccinati. “La gente arriva con idee sbagliate negli ambulatori o nelle farmacie, dovremmo avere strumenti comuni per contrastare la disinformazione”, suggerisce Andrea Mandelli, presidente della Fofi. Dello stesso avviso anche Marcella Marletta, coordinatore comitato scientifico Fondazione Cannavò: “medici di medicina generale e farmacisti dovrebbero essere formati per comunicare”. Per Pier Luigi Bartoletti, vice segretario vicario della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), “già oggi nei corsi di laurea e nei master vengono inseriti degli insegnamenti sulla vaccinazione ma sulla comunicazione c’è ancora molto da fare sui pazienti”. Anche da parte delle imprese c’è disponibilità ad aumentare gli sforzi per migliorare su questo piano. “Nella farmacia - afferma Fulvia Filippini, country public affairs head di Sanofi italia - l’informazione trova il momento strategico per cui la parola chiave è prossimità”.
Il tema della sostenibilità del Servizio sanitario nazionale è tornato all’attenzione più volte durante la presentazione dell’Osservatorio. I relatori concordano nel ribadire che lavorare sulla prevenzione tramite la vaccinazione sia l’unica strategia per mantenere in piedi l’Ssn. “La sostenibilità è un problema serio e può essere giocato solo con la carta della prevenzione. Se ognuno, invece di fare il suo piccolo pezzo, facesse una politica generale sarebbe utile”, commenta il presidente Mandelli.
“Credo che la prima cosa sia sdoganare il fatto che i farmacisti possano fare delle vaccinazioni anche al di là del Covid, per esempio per l’influenza. Ciò renderebbe stabile e continuo il rapporto di fiducia e collaborazione”, suggerisce Francesca Patarnello, vice president market access e government affairs di Astrazeneca. “Sul piano normativo - continua Patarnello - c’è sicuramente da fare e va dato un supporto al farmacista per aumentare il rapporto di fiducia”. “Il mondo è cambiato - ammette -, abbiamo poche risorse per curare le patologie ed è impensabile non aumentare le deleghe del sistema ai farmacisti”. C’è ancora tanto da fare sul piano della comunicazione fra operatori sanitari, istituzioni e cittadini pure per Alessandro De Venuto, government affairs management di Gsk, “Il Covid ha aperto una visione - sostiene -. La comunicazione è determinante per raggiungere la fiducia e fare in modo che le coperture vaccinali vengano raggiunte”.
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