sanità
17 Maggio 2023 Causa l'infiammazione della colonna vertebrale e colpisce più i maschi tra i 20 e i 30 anni: è la spondilite anchilosante, malattia reumatologica invalidante, poco conosciuta e spesso scambiata per un banale mal di schiena. Possono volerci anche 8-10 anni dall'insorgenza dei sintomi per diagnosticare la patologia
Causa l'infiammazione della colonna vertebrale e colpisce più i maschi tra i 20 e i 30 anni: è la spondilite anchilosante (Sa), malattia reumatologica invalidante, poco conosciuta e spesso scambiata per un banale mal di schiena. Possono volerci anche 8-10 anni dall'insorgenza dei sintomi per diagnosticare la patologia, associata a una disabilità paragonabile a quella dell'artrite reumatoide, tanto che un paziente su 3 è costretto a lasciare il lavoro.
Della malattia infiammatoria cronica si è parlato all'evento 'Non voltargli la schiena - conoscere e comunicare la spondilite anchilosante', media tutorial organizzato a Milano da AbbVie per presentare la seconda edizione della campagna di informazione e sensibilizzazione 'Non voltargli la schiena' ('Don't Turn Your Back On It'), iniziativa internazionale sviluppata da AbbVie in stretta collaborazione con associazioni di pazienti e specialisti di tutta Europa. In Italia, la campagna è condotta in collaborazione con l'Associazione nazionale malati reumatici Anmar Onlus. Il sito www.nonvoltarglilaschiena.it fornisce informazioni dettagliate sui differenti tipi di mal di schiena e le loro cause. Chi soffre di mal di schiena per più di 3 mesi è invitato a fare un breve test online - validato dagli esperti - per verificare i sintomi, apprendere di più sulle possibili cause e approfondire l'argomento parlandone con il proprio medico.
"La spondilite anchilosante colpisce soprattutto i giovani adulti nel pieno della loro attività lavorativa e sociale - afferma Silvia Tonolo, presidente Anmar - Ragazzi che dovranno convivere con la malattia per tutta la vita. Il problema vero è il ritardo diagnostico - e conseguentemente terapeutico - inaccettabile, che complica la gestione di una malattia così invalidante. Campagne di sensibilizzazione come 'Non voltargli la schiena' sono fondamentali per informare le persone su quali siano i sintomi e i dolori riconducibili al mal di schiena cronico di natura infiammatoria. Sono altrettanto importanti le figure del medico di medicina generale che, in presenza di tali sintomi, può inviare il paziente direttamente dallo specialista reumatologo, e del farmacista dei servizi, che può intercettare i pazienti nelle fasi più precoci e consigliare di consultare il reumatologo in caso di mal di schiena che dura da diversi mesi, evitandogli così un'odissea diagnostica tra diversi specialisti prima di arrivare a quello giusto".
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