RSV
25 Settembre 2024La comunità scientifica ha accolto con entusiasmo questa importante innovazione e molte società scientifiche, internazionali e nazionali, hanno emanato in tempi record raccomandazioni che indicano la necessità di proteggere sia bambini che gli adulti a rischio

La comunità scientifica ha accolto con entusiasmo questa importante innovazione e molte società scientifiche, internazionali e nazionali, hanno emanato in tempi record raccomandazioni che indicano la necessità di proteggere sia bambini che gli adulti a rischio (es. soggetti con patologie respiratorie). Per le categorie a maggior rischio (per le quali si può prevedere un rapporto di costo-efficacia più favorevole) il board del Calendario per la Vita raccomanda la vaccinazione ai soggetti di età pari o superiore ai 75 anni di età, popolazione nella quale è peraltro molto frequente la co-esistenza di condizioni di cronicità che rendono l’infezione da RSV ancora più a rischio di complicanze gravi. Per le stesse motivazioni, raccomanda l’estensione della vaccinazione ai soggetti affetti da patologie croniche di età superiore o uguale ai 60 anni.
Sicuramente la messa in atto di tutte le misure preventive ad oggi accessibili potrebbe consentire di avere un numero di casi nettamente inferiore di infezioni RSV nel neonato e nell’anziano/fragile con conseguente riduzione di stress per le famiglie e di liberazione di posti nelle terapie intensive, oltre ad abbattere l'impatto economico e garantire la sostenibilità per il SSN e SSR.
Appare quindi fortemente attesa una revisione del calendario vaccinale nazionale con inserimento dei vaccini anti RSV (sia per la donna in gravidanza che per gli anziani e fragili) che recepisca, come previsto dal PNPV 2023-2025 le innovazioni vaccinali.
Alla luce di quanto contenuto nelle disposizioni del Ministero della Salute in ottica di prevenzione e immunizzazione contro il virus respiratorio sinciziale relative alle misure di prevenzione auspichiamo che queste possano essere messe in atto quanto prima, superando le resistenze legate a carenze sia economiche che strutturali.
Agendo su questi due fattori le criticità potrebbero essere senz'altro contenute.
La prevenzione vaccinale deve rappresentare un punto di riferimento imprescindibile per il SSN e deve essere garantita tutti soggetti aventi diritto a livello nazionale, senza disuguaglianze. Purtroppo, ad oggi, nonostante la disponibilità di strumenti di prevenzione e raccomandazioni sia scientifiche che del Ministero della Salute, la vaccinazione dal RSV non è ancora stata inserita nel calendario vaccinale nazionale, condizione necessaria per garantire l'offerta vaccinale alla popolazione italiana avente diritto.
Visto quanto detto finora, appare assolutamente indispensabile che la protezione da questo virus diventi prestissimo una priorità e possa trovare posto nel Calendario del Piano Nazionale di Prevenzione.
25/09/2024
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