Emicrania
17 Gennaio 2025L'approccio alla gestione dei pazienti con emicrania si basa su un modello organizzativo strutturato su più livelli. Il primo livello è rappresentato dall’assistenza primaria costituita dai medici di medicina generale e dalle cure primarie

L'approccio alla gestione dei pazienti con emicrania si basa su un modello organizzativo strutturato su più livelli. Il primo livello è rappresentato dall’assistenza primaria costituita dai medici di medicina generale e dalle cure primarie che, affiancati dai farmacisti, rappresentano le prime figure cui fa riferimento la maggior parte dei pazienti cefalalgici (1). Il medico di medicina generale dovrebbe essere in grado di fornire le prime risposte necessarie al paziente; tuttavia, spesso il paziente viene inviato direttamente a un ambulatorio specialistico o a un centro cefalee senza che sia stata posta diagnosi e sia stata impostata una terapia adeguata, che dovrebbe includere il trattamento dell'attacco acuto e, se necessario, la prescrizione di un farmaco preventivo volto a ridurre la frequenza e l’intensità dell’emicrania. Nei casi in cui la situazione clinica lo renda necessario è indicato l’invio del paziente ai centri di secondo livello (strutture con ambulatori dedicati e servizi diagnostici e di cura all’interno di realtà ospedaliere) o di terzo livello che possiedono competenze specialistiche per gestire le cefalee più complesse e disabilitanti e somministrare terapie specifiche. Poiché un valido modello organizzativo può migliorare il rapporto costo-efficacia degli interventi per la gestione dell’emicrania, già da alcuni anni un gruppo di esperti europei (2) ha elaborato una proposta di modello organizzativo cui si ispira, pur in mancanza di coerenza fra le diverse regioni, anche il nostro Paese. La proposta degli esperti europei prevede un’organizzazione su tre livelli. Il primo livello è rappresentato dall’assistenza primaria generale che offre i servizi di prima linea per il trattamento delle cefalee, cure primarie e medici di medicina generale. Il secondo livello è rappresentato da strutture per la cura delle cefalee con competenze specifiche che sono in grado di offrire un’assistenza ambulatoriale, anche ospedaliera, fornita da personale sanitario con formazione specifica sulla cefalea. L’assistenza di terzo livello viene garantita dai centri specializzati nelle cefalee che svolgono attività di diagnosi, cura, formazione e ricerca. Viene auspicato che sia i centri di secondo, sia quelli di terzo livello siano in grado di offrire tutti i trattamenti specifici per l’emicrania oggi disponibili. Per quanto riguarda questi ultimi, gli anni recenti hanno visto l’arrivo di una serie di nuovi farmaci utilizzabili nella profilassi delle forme croniche e, in qualche caso anche nel trattamento degli attacchi acuti. Da alcuni anni sono disponibili anticorpi monoclonali diretti contro il peptide vasoattivo CGRP come eptinezumab, fremanezumab e galcanezumab o contro il recettore del CGRP come nel caso di erenumab. Dal 2013 è stato approvato l’uso di OnabotulinumtoxinA, farmaco già impiegato nel trattamento della spasticità e delle distonie, anche nel trattamento dell’emicrania cronica in virtù del suo meccanismo d’azione legato al blocco del rilascio di neurotrasmettitori e di peptidi vasoattivi come il CGRP. Molto più recente è l’arrivo in Italia di altri farmaci target-specifici per l’emicrania quali rimegepant e atogepant. Il primo è indicato sia per il trattamento acuto degli attacchi, sia per la prevenzione dell’emicrania episodica, il secondo per la profilasi dell’emicrania episodica e cronica negli adulti che hanno almeno quattro giorni di emicrania al mese. Secondo gli esperti dell’American Headache Society (AHS) tutti questi farmaci andrebbero considerati di prima linea per la prevenzione dell’emicrania. A tale proposito, in un recente aggiornamento del position statement dell’AHS si ribadisce il valore dei dati di efficacia sicurezza e tollerabilità delle terapie preventive con gli anticorpi monoclonali anti- CGRP erenumab, fremanezumab, galcanezumab ed eptinezumab e con i gepanti rimegepant e atogepant (3). Il documento ASH conferma la superiorità di questi farmaci nei confronti di qualsiasi altro approccio preventivo disponibile, con dati significativi relativamente a tutti gli anticorpi monoclonali anti CGRP, sulla base sia dei risultati degli studi clinici, sia di quelli provenienti dall’esperienza maturata nel mondo reale. Tutti questi dati mostrano che efficacia e tollerabilità delle terapie anti-CGRP risultano uguali o superiori a qualsiasi altra precedente terapia di prima linea. La conclusione cui giungono gli esperti è dunque che questi farmaci debbano essere utilizzati quali terapie di prima linea per il trattamento preventivo dell’emicrania, senza la necessità di attendere un precedente fallimento di altre classi aspecifiche.
1 Il futuro dell’emicrania
2. Steiner TJ, Göbel H, Jensen R, et al. Headache service quality: The role of specialized headache centres
within structured headache services, and suggested standards and criteria as centres of excellence. J
Headache Pain 2019;20(1):24.
3 Charles AC, Digre KB, Goadsby PJ, Robbins MS, Hershey A; American Headache Society. Calcitonin gene-related peptide-targeting therapies are a first-line option for the prevention of migraine: An American Headache Society position statement update. Headache. 2024 Apr;64(4):333-341. doi: 10.1111/head.14692. Epub 2024 Mar 11. PMID: 38466028.
17/01/2025
17/01/2025
17/01/2025
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)