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Emicrania

17 Gennaio 2025

Il ruolo del paziente nel trattamento dell’emicrania

Un corretto approccio diagnostico e terapeutico consente di gestire l’emicrania in maniera adeguata. È importante che il paziente venga adeguatamente informato sulla terapia in corso in modo che prenda coscienza dell’importanza di assumerlo con regolarità e che abbia chiare le aspettative del trattamento


physician migraine patient c

Un corretto approccio diagnostico e terapeutico consente di gestire l’emicrania in maniera adeguata. Ancora oggi, tuttavia, questa condizione patologica è largamente sottodiagnosticata e sottotrattata e solo una minoranza dei pazienti che potrebbero avvalersi dei farmaci preventivi viene effettivamente posta in terapia. Un contributo all’analisi dei fattori che condizionano questo fenomeno può venire dagli stessi pazienti che, oltre a individuare le principali criticità incontrate nel loro percorso di accesso alle cure, possono anche far emergere le loro preoccupazioni ed esigenze, legate in primis a una migliore comprensione della malattia. Una delle perplessità espresse da chi soffre di emicrania è relativa al timore di non essere preso sufficientemente sul serio da parte dei sanitari e di trovare medici che attribuiscono la cefalea a problemi di ansia e stress (1). L’impressione di molti pazienti è infatti che l’emicrania venga spesso stigmatizzata e sottovalutata. Inoltre, alcuni pazienti riferiscono di aver incontrato vari problemi nel loro percorso di accesso alle cure, a partire dalle lunghe liste di attesa in molti centri, sia pubblici che privati. La mancanza di supporto nell’ambiente lavorativo rappresenta un’ulteriore difficoltà che spesso il paziente con emicrania si trova a dover affrontare, non trovando sempre la possibilità di accedere a strumenti in grado di facilitare il lavoro quali lo smart working. Altra criticità che viene riportata dai pazienti è la scarsa conoscenza delle terapie che stanno assumendo, in particolare per quanto riguarda i trattamenti preventivi. È importante che il paziente venga adeguatamente informato sulla terapia in corso in modo che prenda coscienza dell’importanza di assumerlo con regolarità e che abbia chiare le aspettative del trattamento anche per prevenire fenomeni di abbandono della terapia una volta ottenuti i primi miglioramenti. Si tratta di un aspetto importante che potrebbe essere corretto promuovendo campagne di sensibilizzazione e informazione realizzate anche con il coinvolgimento delle associazioni di pazienti che potrebbero parallelamente favorire anche un aumento della consapevolezza sull’emicrania nella popolazione generale. 

Ma l’elenco delle criticità espresse dai pazienti è ancora lungo. Viene sottolineata la necessità di rendere nota ai pazienti l’esistenza di nuove e specifiche terapie per l’emicrania e soprattutto che tutti questi farmaci possano venir prescritti e somministrati da un adeguato numero di strutture. Un altro punto critico individuato dai pazienti è relativo alla necessità che le cefalee rientrino nei LEA. L’attuale situazione rischia infatti di far ricadere parte dei costi delle cure sul paziente, anche per semplici adempimenti come il rinnovo del piano terapeutico e il pagamento del relativo ticket. 

Un contributo al superamento di alcune difficoltà riscontrate dai pazienti può essere rappresentato dai gruppi di auto mutuo aiuto (AMA) promossi da molte associazioni di pazienti. Questi gruppi, la cui utilità terapeutica è già stata dimostrata (2), rappresentano una vera e propria forma di terapia non farmacologica in grado di offrire ai pazienti un aiuto per affrontare situazioni stressanti attraverso un miglior processo di adattamento, sia a livello fisico che psicologico. Obiettivo di questi gruppi è fornire supporto a persone accomunate dal medesimo problema e che si attivano all’interno del gruppo condividendo la propria storia, la propria esperienza, le proprie conoscenze e competenze. In questo modo i pazienti imparano a riconoscere e sperimentare capacità e caratteristiche personali che altrimenti rimarrebbero inespresse. Grazie ai gruppi AMA, i pazienti con emicrania vengono supportati nel migliorare la gestione della malattia, superando l’atteggiamento passivo, rompendo l’isolamento e imparando a chiedere aiuto. Questo percorso consente loro di trovare sollievo dalla sofferenza, di valorizzare le risorse condivise e collaborare nella ricerca di soluzioni per ristabilire il benessere psicofisico.

1 Il futuro dell’emicrania

2 Magnani D, Lenoci G, Balduzzi S, et al. Effectiveness of support groups to improve the quality of life of people with idiopathic pulmonary fibrosis a pre-post test pilot study. Acta Biomed 2017;88(55):5-12


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