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Emicrania

17 Gennaio 2025

I problemi delle persone con emicrania

Si stima che nel nostro Paese abbiano avuto finora accesso alle nuove terapie specifiche per l’emicrania non più di 30 mila pazienti. Le ragioni di tale fenomeno sono identificabili a vario livello


emicrania

Nonostante la disponibilità di trattamenti innovativi, quali gli anticorpi monoclonali anti CGRP, i gepanti e OnabotulinumtoxinA, e le raccomandazioni delle società scientifiche europee e statunitensi a ricorrervi come terapie di prima linea, si stima che nel nostro Paese abbiano avuto finora accesso alle nuove terapie specifiche per l’emicrania non più di 30 mila pazienti (1). Le ragioni di tale fenomeno sono identificabili a vario livello. Le difficoltà iniziano a livello di primay care dove i medici di medicina generale non sono sempre in grado di porre corretta diagnosi di emicrania e gestire la prime fasi della malattia. Ciò comporta un afflusso ai centri di terzo livello di pazienti che potrebbero essere gestiti dal medico di medicina generale o dagli ambulatori di primo e secondo livello. Si tratta di problemi che potrebbero essere superati promuovendo migliori percorsi di formazione dei medici di medicina generale, dei neurologi ambulatoriali e degli infermieri realizzando campagne di sensibilizzazione rivolte ai pazienti, data la carenza di informazione su questa patologia nella popolazione generale. Ma le barriere che complicano l’accesso alle terapie sono anche altre, come scrivono gli autori del libro bianco “Il futuro dell’emicrania” (1). La prima identificata è la barriera diagnostica, riconducibile essenzialmente a ritardi nell’inquadramento della patologia. Un secondo fattore individuato è rappresentato dall’elevata selettività dei criteri prescrittivi di rimborsabilità, responsabili di ritardi e limitazioni all’accesso ai nuovi farmaci, mentre viene anche puntato il dito sulla carenza di personale qualificato e sul numero insufficiente di centri prescrittori. Di fatto – si legge nel libro bianco – la prescrizione dei farmaci più innovativi è attualmente a carico di strutture selezionate e accreditate a livello regionale, con differenze però fra regione e regione nella definizione dei centri abilitati, nel senso che in alcune regioni è possibile fare riferimento a un numero elevato di centri prescrittori, anche al di fuori dei Centri Cefalee, mentre altre regioni delegano la prescrizione ai solo centri di terzo livello. 

Un altro aspetto estremamente importante sottolineato nel libro bianco è rappresentato dal sovraccarico dei centri di terzo livello in cui si assiste a una sproporzione tra numero di neurologi specializzati disponibili e numero di pazienti che vi accedono. A tale proposito una strategia suggerita nel documento per contrastare il sovraccarico dei centri cefalee di terzo livello potrebbe essere quella di limitare l’accesso esclusivamente a pazienti che vi siano indirizzati dai neurologi, mentre altre possibilità consistono nel mettere a disposizione una segreteria dedicata e dei sistemi di prenotazione on-line ed estendere il ricorso alla telemedicina. Un contributo potrebbe poi venire dalla realizzazione di reti specialistiche tra le Unità di Neurologia distribuite sul territorio nazionale, in modo che si possa costruire un modello organizzativo sostenibile con le risorse attualmente esistenti.

Altro elemento che contribuisce a limitare l’utilizzo delle terapie innovative è rappresentato dai criteri per accedervi che limitano la prescrizione dei farmaci anti-CGRP (i.e. anticorpi monoclonali diretti contro il CGRP, atogepant)  ai soli pazienti con emicrania episodica ad alta frequenza, vale a dire con almeno 8 giorni di emicrania disabilitante al mese, e con emicrania cronica dopo che siano falliti almeno tre tentativi di terapia profilattica con beta-bloccanti, antiepilettici, antidepressivi triciclici e, in caso di emicrania cronica, tossina botulinica di tipo A. 

Anche gli aspetti burocratici legati alla prescrizione delle nuove terapie sono oggetto di riflessione da parte degli estensori del documento. Si tratta per esempio della necessità di inserire i dati sulla piattaforma AIFA, attività che richiede tempo sottratto alla pratica clinica, un aspetto che può influire negativamente, scoraggiando gli specialisti dei centri dal prescrivere farmaci che comportano lunghe procedure burocratiche e conoscenze cliniche specifiche. Tali difficoltà potrebbero essere superate attraverso una riorganizzazione dei centri e un potenziamento del personale, ad esempio, introducendo figure come gli infermieri specializzati. Questi professionisti, grazie alla loro preparazione specifica, potrebbero non solo contribuire alla gestione degli aspetti clinici, ma anche supportare nell'utilizzo di piattaforme come quella di AIFA, semplificando per i medici il processo di prescrizione delle terapie anti-CGRP.

Il superamento di questi ostacoli potrebbe contribuire a migliorare l’utilizzo delle terapie innovative con conseguenze positive non solo da un punto di vista strettamente clinico, ma anche – si ribadisce nel libro bianco - sotto il profilo economico, come risulta da una revisione sistematica in cui sono stati analizzati gli aspetti economici legati all'impiego di questi farmaci. (2).

1 Il futuro dell’emicrania

2. Khanal S, Underwood M, Naghdi S, et al. A systematic review of economic evaluations of pharmacological treatments for adults with chronic migraine. J Headache Pain 2022;23(1):122.


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