Car-T
13 Dicembre 2024L’integrazione ospedale-territorio è ormai una necessità ineludibile, la crescente complessità dei bisogni dei pazienti oncologici richiede un ripensamento dei modelli assistenziali. Strumenti come la telemedicina e la cartella clinica unica saranno fondamentali per concretizzare un modello di cura integrato e inclusivo. A delineare una strategia per il futuro è il dottor Gianni Amunni

L’integrazione ospedale-territorio è ormai una necessità ineludibile, la crescente complessità dei bisogni dei pazienti oncologici richiede un ripensamento dei modelli assistenziali. Strumenti come la telemedicina e la cartella clinica unica saranno fondamentali per concretizzare un modello di cura integrato e inclusivo. A delineare una strategia per il futuro è il dottor Gianni Amunni, coordinatore scientifico di ISPRO Regione Toscana e presidente dell’associazione Periplo, che individua nell’integrazione tra ospedale e territorio una chiave per migliorare la qualità delle cure.
“Mi piace ricordare che c'è un documento Agenas che è in questo momento in discussione alla conferenza Stato-regioni proprio su questi principi fondamentali che costituiranno la nuova organizzazione dell'oncologia. È chiaro che il territorio diventerà un nodo della rete oncologica regionale” ha affermato il dottor Amunni che sottolinea come l’evoluzione del sistema oncologico non debba creare disparità qualitative tra le cure ospedaliere e quelle territoriali “Non stiamo costruendo due oncologie, una di serie A ospedaliera e una di serie B territoriale. L’oncologia è unica: mantiene una direzione ospedaliera, ma prevede proiezioni territoriali per rispondere meglio ai bisogni del paziente.”
Un elemento centrale per realizzare questa integrazione è l’uso della tecnologia e della telemedicina. Il dottor Amunni cita come esempio la gestione dei trattamenti innovativi come il CAR-T: “Il trattamento CAR-T deve necessariamente essere somministrato in un contesto ospedaliero altamente specialistico. Tuttavia, la valutazione iniziale dei criteri di eleggibilità o la discussione di un caso intercettato in periferia possono essere effettuate a distanza, coinvolgendo il centro regionale di riferimento. È fondamentale che ogni componente della rete oncologica abbia un ruolo chiaro e definito, con una comunicazione continua e una cartella clinica unica, accessibile da tutti gli operatori coinvolti nel percorso del paziente. Il paziente deve sapere che non stiamo abbassando il livello delle cure, ma stiamo lavorando per avvicinare i servizi ai suoi bisogni”.
Con il contributo non condizionante di Gilead
13/12/2024
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