sanità
22 Giugno 2023 Dalla ricerca all’innovazione, dal PNRR alla legislazione farmaceutica. Le sfide per il settore healthcare in Italia sono tante e la pandemia ha messo ancora di più in evidenza i limiti del nostro sistema sanitario. Questi i temi al centro del convegno promosso dalla Fondazione Mesit, “La sfida Healthcare. Innovazione e attrattività del settore per la competitività in Europa”
Dalla ricerca all’innovazione, dal PNRR alla legislazione farmaceutica. Le sfide per il settore healthcare in Italia sono tante e la pandemia ha messo ancora di più in evidenza i limiti del nostro sistema sanitario. Questi i temi al centro del convegno promosso dalla Fondazione Mesit, “La sfida Healthcare. Innovazione e attrattività del settore per la competitività in Europa” che si è tenuto oggi a Roma, presso il Centro Studi Americani. "La pandemia è stata una disgrazia ma ha consentito di capire quanto è importante l'innovazione e la ricerca. E anche aiutare a creare sistema virtuoso". È quanto ha affermato Ugo Cappellacci, presidente XXII commissione Affari Sociali Camera dei deputati intervenendo nel corso del convegno.
Nelle ultime indagini demoscopiche “il bisogno di salute è al primo posto, superando quello che storicamente era al primo posto, ossia il lavoro”, continua Cappellacci. "La sanità, come tutti gli altri ambiti, deve fare i conti con risorse limitate. Proprio perché le risorse sono limitate, dobbiamo fare attenzione a come le utilizziamo. Quando ci rendiamo conto che un euro investito in uno studio clinico genera una diminuzione di costi che supera i tre euro e che una ricerca nel settore oncologico che ha un costo medio di circa 500 mila euro genera risparmi per 1,2 milioni, capiamo che è necessario un cambio di paradigma: investire in sanità significa risparmiare e avere risultati superiore alle aspettative e alla spesa fine a sé stessa", ha aggiunto.
“Oggi servono competenze, investimenti, capacità dei governi di supportare il mondo industriale per rendere competitivi gli strumenti di attrazione dell’investimento, e la capacità di tutelare la proprietà intellettuale”. Parla così a Sanità33 il presidente di Farmindustria Marcello Cattani.
"Non possiamo non essere solidali con la posizione assunta dal Governo rispetto alla revisione della legislazione farmaceutica che a oggi parte da un attacco ideologico alla protezione brevettuale. Auspichiamo che questa legislazione possa essere rivista da un prossimo Parlamento europeo meno ideologico, che abbia a cuore la salute dei cittadini e la capacità dell'industria, tutta, di tornare a essere competitiva", spiega. Cattani ha sottolineato come la competitività globale oggi premi realtà - come gli Stati Uniti - con protezioni brevettuali forti. "In Europa si sono fatte scelte diverse, strumentalizzando un punto rilevante, che è l'equo accesso dei cittadini in tutti i Paesi europei senza però tenere conto che i Paesi europei hanno economie, agenzie, regolamenti sanitari diversi. Bisognerebbe omogeneizzare le regole per dare a tutti lo stesso diritto di accesso", ha aggiunto. Cattani ha ricordato, inoltre, la necessità di interventi in tema di governance della spesa farmaceutica. "Il prossimo anno l'industria farmaceutica dovrà sostenere 1.800 milioni di spesa per il payback. Ciò mette a rischio la sostenibilità industriale", ha evidenziato.
“Investimenti in sanità, digitalizzazione, competitività e Pnrr”, queste le sfide attuali del settore Healthcare per rendere l'Italia più attrattiva, come spiega Marcella Marletta, coordinatore scientifico Mesit, a margine del convegno.
“L'innovazione per essere sostenibile ha la necessità di una nuova governance ma in particolare bisogna superare le criticità come il definanziamento del Servizio Sanitario Nazionale e attuare di una vera assistenza sul territorio, tutto ciò passa per una sanità legata soprattutto all'innovazione tecnologica e all'innovazione nel campo farmaceutico”, sottolinea Marletta. Nel corso del convegno è intervenuto anche il presidente dell'Agenzia italiana del farmaco Giorgio Palù, soffermandosi sulla riforma dell’ente che dirige. "La riforma dell'Aifa non può che spingere questo ente verso l'innovazione", spiega. La riforma, secondo Palù, dovrà far sì che si instauri un "dialogo diretto con l'industria che non sia precluso da pregiudizi di tipo ideologico". L'Aifa, inoltre, potrà giocare un ruolo nelle sperimentazioni. "Significa finanziare sperimentazione clinica ma anche ciò che è connesso con la ricerca di base. Un istituto come questo deve interagire con l'università, l'industria e il ministero", ha proseguito, sottolineando che, "nell'ambito della riforma si dovrà fare molta attenzione al reclutamento di personale di altissimo profilo".
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