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13 Luglio 2022

Epatite C, Regioni in ordine sparso sullo screening. Il punto della situazione

Non tutte le Regioni hanno avviato il piano di prevenzione per l'epatite C, così come previsto dal Governo. Ora rischiano di perdere gli stanziamenti messi a disposizione fino alla fine del 2022


Epatite C, Regioni in ordine sparso sullo screening. Il punto della situazione


Sullo screening per l’epatite C le regioni si stanno muovendo in ordine sparso. Non tutte hanno avviato il piano di prevenzione, così come previsto dal Governo che, con la legge di Bilancio 2019, aveva stanziato ben 71,5 milioni di Euro per il programma di controlli gratuiti per le fasce di età e di popolazione chiave. Ora le regioni rischiano di perdere gli stanziamenti che il Governo aveva messo a disposizione fino alla fine del 2022. “E’ fondamentale prorogare la scadenza dei fondi stanziati per lo screening”, ha sottolineato Claudio Mastroianni, presidente Simit, in occasione della tavola rotonda presso il Ministero della Salute dedicata al tema lo scorso 7 Luglio, promossa da SIMIT e AISF in vista della Giornata Mondiale delle Epatiti del prossimo 28 luglio, voluta dall’OMS. “L’Italia è ancora in linea con l’obiettivo dell’OMS di eliminare l’epatite C entro il 2030, ma occorre fare uno sforzo in più - ha ribadito Mastroianni – La pandemia ha rallentato il lavoro delle regioni sul fronte della lotta alle epatiti. Ma lo screening per l’epatite C è fondamentale, anche perché la terapia non solo cura il paziente, ma diventa un importante mezzo di prevenzione per bloccare la trasmissione del virus”. 


Così ci sono regioni, come l’Emilia Romagna, il Veneto e la Sicilia, che fanno da apripista nei programmi di prevenzione contro l’epatite C e regioni, invece, come ad esempio la Puglia, che non hanno ancora istituito il tavolo Regionale per lo screening, che dovranno avviare obbligatoriamente entro il 15 settembre 2022. 


“Le regioni devono prendere atto dell’Obiettivo fissato dall’OMS per il 2030, ovvero quello di debellare il virus dell’Epatite C – è intervenuta la senatrice Paola Boldrini, vicepresidente della Commissione Sanità del Senato – La Regione Emilia Romagna è partita a gennaio di quest’anno con un suo piano per rendere più facile l’accesso allo screening per l’epatite C. Si attiva automaticamente attraverso il fascicolo sanitario elettronico e non serve più la ricetta del medico. L’esempio dell’Emilia Romagna deve essere importato anche nelle altre regioni che non sono ancora partite”. 


Per Francesco Saverio Mennini, Presidente di SIHTA e professore di Economia Sanitaria ed Economia Politica presso la facoltà di Economia dell’Università degli studi di Roma di Tor Vergata, il programma di screening non ha solo un impatto sulla diffusione dell’epatite C, ma rappresenta anche un sensibile risparmio in termini economici per le regioni. “Dagli ultimi studi fatti, anche con l’ISS, abbiamo visto che la campagna di screening consente un tempo di ritorno dall’investimento di 4 anni e 3 mesi. Un tempo così breve – ha spiegato – non era mai stato registrato per nessun’altra patologia”.    


“Stiamo lavorando ad un’estensione del decreto per lo screening sull’Epatite C – ha assicurato il sottosegretario alla Salute, Paolo Siani – anche se non siamo certi che questo verrà approvato”.   


Francesca Malandrucco

TAG: EPATITE C

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