payback
02 Aprile 2025Questo cambiamento prevede che il riparto avvenga "al 50% secondo il criterio pro capite e al 50% variabile in proporzione ai rispettivi superamenti dei tetti di spesa", con l'obiettivo di rimborsare importi più elevati alle regioni

La recente approvazione da parte della Conferenza Stato-Regioni di un decreto attuativo del Ministero della Salute, in concerto con il MEF, ha introdotto criteri retroattivi per la ripartizione del payback farmaceutico. Questo cambiamento prevede che il riparto avvenga "al 50% secondo il criterio pro capite e al 50% variabile in proporzione ai rispettivi superamenti dei tetti di spesa", con l'obiettivo di rimborsare importi più elevati alle regioni con sforamenti maggiori, seppur entro limiti definiti da "soglie massime" e "soglie minime" di ripartizione.
Lo sottolinea l'Istituto Bruno Leoni in un editoriale che definisce questa decisione un "orrore regolatorio". “Già di per sé, il payback genera incertezza tra gli operatori del settore farmaceutico, forzati ad accantonare risorse in vista di un indeterminabile scostamento da ripianare. E l'incertezza, si sa, è nemica degli investimenti - ricorda l'Istituto Bruno Leoni - Ora l'incertezza viene trasferita anche ai regolatori regionali, che sperimentano cambi retroattivi nei criteri di ripartizione. Non a caso, nel contestare questo cambio retroattivo dei criteri, Regione Lombardia lamenta il venir meno di elementi cardine nella pianificazione finanziaria della regione. Con i nuovi criteri, la quota di payback riconosciuta alla regione per il 2023 passerebbe da 277,4 milioni di euro a 146,7 milioni, con una perdita di circa 130,7 milioni. Oltre alla Lombardia, nel 2023 le regioni più penalizzate sarebbero Veneto (21 milioni), Sicilia (19 milioni) e Lazio (10 milioni), mentre le regioni a guadagnarci di più sarebbero Campania (51 milioni), Emilia Romagna (30 milioni) e Sardegna (21 milioni)".
"Se Regione Lombardia contesta solo la retroattività della norma, vale la pena osservare che nella sostanza essa ridurrà gli incentivi per le regioni a contenere la spesa farmaceutica. Invece che premiare le regioni virtuose con gli scostamenti più bassi, in questo sistema sanitario in affanno e in cerca di rastrellare risorse ovunque possibile, si riesce solo ad applicare toppe dove emergono buchi. Più sfori, più vieni rimborsato. Tanto pagano le aziende", conclude l'editoriale.
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