payback
25 Settembre 2024Il meccanismo del payback sanitario va abolito "a salvaguardia della tenuta del Sistema sanitario nazionale e della tutela della salute dei cittadini", e anche per evitare che possa crearsi una fonte di incertezza per le imprese e per l'intera filiera biomedicale. È quello che chiedono gli assessori regionali dell'Emilia-Romagna

Il meccanismo del payback sanitario va abolito "a salvaguardia della tenuta del Sistema sanitario nazionale e della tutela della salute dei cittadini", ma anche per evitare che possa crearsi "una fonte di incertezza per le imprese e per l'intera filiera produttiva" biomedicale. È quello che chiedono gli assessori regionali dell'Emilia-Romagna allo Sviluppo economico, green economy e lavoro, Vincenzo Colla e quello alle Politiche per la salute, Raffaele Donini che, dopo un incontro con i rappresentanti regionali e territoriali di Cna, Confindustria e Lapam Confartigianato, hanno scritto ai ministri delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, e della Salute, Orazio Schillaci. "Abbiamo trovato una grande condivisione trasversale per salvaguardare questa filiera strategica per la nostra regione e per il Paese, e al tempo stesso non penalizzare la sanità pubblica - osservano Colla e Donini-. La situazione che si è venuta a creare non solo non risolve il problema della spesa sanitaria delle Regioni, ma mette in crisi tutto un sistema produttivo d'eccellenza" come quelle del biomedicale. A giudizio dei due assessori, "se questo sistema va a fondo non diventa solo un problema economico e sociale, ma determinerà la mancanza di autosufficienza sanitaria. È dunque indispensabile e urgente - aggiungono Colla e Donini - fermare la macchina infernale del payback e ripartire da zero con una nuova discussione che ripensi al futuro del settore insieme a tutti gli attori in campo". Mantenedola, viene osservato, lo Stato vedrebbe distrutta una filiera che conta oltre 4.400 imprese di alta qualità, con circa 119mila occupati e genera circa 12 miliardi di fatturato. A seguito di queste considerazioni, Colla e Donini chiedono al Governo, a nome della Giunta regionale, che la norma venga cancellata dall'ordinamento con effetto a partire dal 2019. Con riferimento al quadriennio 2015-2018, chiedono inoltre al Governo che vengano stanziate ulteriori risorse per azzerare l'onere a carico delle imprese e salvaguardare i bilanci della Sanità.
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