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03 Luglio 2024Riconoscere, promuovere e valorizzare i volontari dei servizi sanitari di emergenza urgenza, le figure del soccorritore, dell'autista soccorritore e dell'operatore tecnico di centrale operativa. È l'obiettivo della legge approvata all'unanimità dal Consiglio regionale della Lombardia
Riconoscere, promuovere e valorizzare i volontari dei servizi sanitari di emergenza urgenza, le figure del soccorritore, dell'autista soccorritore e dell'operatore tecnico di centrale operativa. È l'obiettivo della legge approvata all'unanimità dal Consiglio regionale della Lombardia, "la prima in Italia a livello regionale", sottolineano dal Pirellone.
Per il capogruppo di Fratelli d'Italia e relatore del progetto di legge, Christian Garavaglia, questo provvedimento è "un riconoscimento concreto del fondamentale ruolo svolto dal Terzo settore e dalle associazioni di volontariato, perché investe in formazione e competenze per garantire standard sempre più omogenei su tutto il territorio regionale. Senza dimenticare il ruolo socioassistenziale svolto dagli operatori, che consentono di far emergere situazioni di disagio sociale che spesso sono cause o concause che portano alla richiesta di aiuto e assistenza. Questa legge aggiunge Garavaglia si inserisce in una visione di sistema con l'obiettivo di potenziare ulteriormente il Servizio sanitario regionale, considerando le funzioni sociali svolte dai volontari che contribuiscono al benessere dei territori e delle comunità. Attraverso percorsi formativi adeguati, sarà possibile consentire a queste figure di svolgere attività di soccorso e di primo intervento conformemente ai protocolli in uso presso il servizio di emergenza territoriale".
L'approvazione del testo ricorda il Consiglio regionale arriva dopo un percorso articolato nella Commissione Sanità presieduta da Patrizia Baffi (Fdi), che ha visto il coinvolgimento dell'Agenzia regionale di emergenza urgenza (Areu), dei gruppi di volontari, delle associazioni, dei sindacati e degli operatori della rete emergenza urgenza.
Nel dettaglio illustra una nota la legge intende valorizzare e promuovere le figure del soccorritore volontario, dell'autista soccorritore e del tecnico delle centrali di soccorso all'interno del sistema preospedalierio di emergenza urgenza (Soreu) e nell'ambito delle Centrali Nue 112 (Numero unico di emergenza) e Nea 116117 (Numero europeo armonizzato). Per questo il testo propone il rafforzamento di percorsi formativi strutturati teorici e pratici che garantiscano adeguata competenza professionale e consentano alti standard di risposta al bisogno di salute in condizioni critiche, sempre più omogenei su tutto il territorio regionale.
Composto da 10 articoli, il provvedimento prevede l'attivazione di questi percorsi formativi per assicurare i livelli essenziali di formazione e la certificazione delle competenze necessarie, conformemente ai protocolli in uso presso il servizio di emergenza territoriale. I corsi di formazione saranno coordinati dall'Areu e affidati a Centri di formazione riconosciuti e accreditati (Cefra). La frequenza ai corsi costituisce requisito necessario per lo svolgimento dell'attività sui mezzi di soccorso per le figure di soccorritore e autista soccorritore, e nelle centrali operative per il tecnico delle centrali di soccorso. Approvato l'ordine del giorno presentato da Davide Casati (Pd), che impegna la Giunta regionale a stabilire i criteri per garantire un finanziamento adeguato ai percorsi formativi dei Cefra. Entro 5 mesi dall'entrata in vigore della legge, la Giunta dovrà definire con un proprio provvedimento i requisiti specifici per l'accesso ai percorsi formativi, i contenuti dei corsi e le modalità di organizzazione e erogazione, i casi e i criteri di esenzione.
Sono oltre 30mila le donne e gli uomini che in Lombardia ogni giorno rispondono a più di 3.200 richieste di soccorso, attraverso la rete di emergenza urgenza coordinata dall'Areu e costituita da tutte le associazioni di volontariato di assistenza e soccorso.
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