sanità
04 Ottobre 2022 I test genomici per il tumore del seno stentano a essere utilizzati in Italia. Nonostante siano stati resi rimborsabili da un decreto del ministero della Salute nel luglio del 2021, dopo ben 14 mesi solo 4.000, delle oltre 10mila donne candidabili, hanno eseguito l'esame molecolare
I test genomici per il tumore del seno, per evitare alle pazienti chemioterapie inutili, stentano a essere utilizzati in Italia. Nonostante siano stati resi rimborsabili da un decreto del ministero della Salute nel luglio del 2021, dopo ben 14 mesi solo 4.000, delle oltre 10mila donne candidabili, hanno eseguito l'esame molecolare. Il 60% delle malate, quindi, non ricorre a test semplici, poco invasivi e gratuiti che possono limitare fortemente il ricorso a trattamenti oncologici inutili. L'allarme degli specialisti è arrivato in occasione dell'ultima giornata del XXIV congresso nazionale dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), svoltosi a Roma con la partecipazione di oltre 2.000 oncologi da tutta la Penisola.
"I test genomici rappresentano un patrimonio importante sia per i malati che per i medici - afferma Saverio Cinieri, presidente nazionale Aiom -. A fine 2020 è stata approvata la legge che creava un fondo ad hoc per l'acquisti degli esami, a cui ha fatto seguito un decreto attuativo. Sono poi passati molti mesi, nei quali i 21 sistemi sanitari regionali e provinciali presenti in Italia hanno reso effettiva la legge nazionale con altri decreti attuativi e l'avvio delle gare d'acquisto. Dopo tutto questo tempo però riscontriamo ancora ritardi burocratici - sottolinea - problemi organizzativi e più in generale una sottovalutazione delle potenzialità dei test che li rendono di fatto sottoutilizzati".
Sugli esami genomici per il carcinoma mammario l'Aiom ha svolto un'indagine interna tra 212 giovani medici. Per sei oncologi su dieci i test andrebbero inseriti nei Livelli essenziali d'assistenza (Lea). "Quest'ultima può essere una possibile soluzione a un problema che ci stiamo trascinando da troppo tempo - commentano Antonio Russo, tesoriere nazionale Aiom, e Michelino De Laurentiis, direttore del Dipartimento di oncologia senologica e toraco-polmonare dell'Istituto nazionale tumori Irccs Fondazione Pascale di Napoli -. Sono esami che presentano un alto livello di validazione scientifica e che consentono di individuare i potenziali rischi di sotto o di sovra trattamento. Quindi stabiliscono un'eventuale necessità d'intensificazione terapeutica. La genomica, applicata al carcinoma mammario, ci consente di meglio definire il tessuto tumorale. Possiamo prevedere la probabilità di recidiva di neoplasia in seguito all'intervento chirurgico e la risposta alle terapie. Non sempre è necessaria una chemioterapia dopo questi primi trattamenti e grazie ai test lo stabiliamo con precisione".
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
27/08/2026
Si aggirerebbe attorno ai cinque miliardi la richiesta del ministero della Salute per la prossima legge di Bilancio. Prioritari i fondi per sostenere le Case di comunità
27/08/2026
Morto a 59 anni Domenico Zuccarella, malato di sclerosi multipla da 17 anni. È il primo caso in cui la Regione ha organizzato l’intera fase attuativa della procedura, dopo 290 giorni di attesa
26/08/2026
L'ICG approva il rilascio di 70.000 dosi di vaccino Ervebo per la Repubblica Democratica del Congo. Al via un trial di Fase 3 contro il virus Bundibugyo
26/08/2026
Uno studio dimostra che la diagnosi in urgenza di patologie croniche aumenta la mortalità a un anno
©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)