Infermieri
25 Settembre 2026Secondo Fnopi, almeno 3.300 infermieri concorreranno per 759 posti nei nuovi percorsi magistrali. Cure intensive ed emergenza raccolgono il 60% delle domande

Almeno 3.300 infermieri parteciperanno ai test di ingresso per i 759 posti disponibili nei nuovi percorsi clinici specialistici della laurea magistrale in Scienze infermieristiche, con una media nazionale superiore a quattro candidati per posto. I dati sono stati diffusi dalla Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) alla chiusura, il 25 settembre, delle iscrizioni alle prove nei tredici atenei che hanno attivato per primi i nuovi percorsi.
I test sono in programma il 5 ottobre per i corsi in lingua italiana e il 7 ottobre per quelli in lingua inglese. Le nuove lauree specialistiche derivano dalla riforma della classe di laurea prevista dai decreti n. 159/2026 e n. 177/2026.
Accanto alla laurea magistrale in Scienze infermieristiche – Profilo infermieristico, orientata principalmente alle competenze manageriali, formative, di ricerca e di approfondimento della disciplina, sono stati introdotti tre percorsi clinici specialistici: Cure primarie e infermieristica di famiglia e comunità, Cure neonatali e pediatriche, Cure intensive e nell’emergenza.
Secondo i dati raccolti dalla Fnopi attraverso le segreterie didattiche, il maggiore interesse riguarda Cure intensive e nell’emergenza, che concentra il 60% delle domande. Il 30% è diretto invece verso Cure primarie e infermieristica di famiglia e comunità. Per Cure neonatali e pediatriche si registrano almeno due domande per ogni posto disponibile.
Tra gli atenei coinvolti, Roma Sapienza registra 430 domande per venti posti nell’indirizzo Cure intensive e nell’emergenza, pari a 21,5 candidati per posto. All’Università Statale di Milano il rapporto supera undici candidati per posto nello stesso percorso. La Fnopi segnala anche la tenuta della laurea magistrale tradizionale in Scienze infermieristiche e ostetriche, con circa tre domande per posto.
«Accogliamo con molta soddisfazione e senza stupore il successo di questa riforma accademica che al primo banco di prova ufficiale raccoglie le esigenze di migliaia di infermieri pronti a mostrare il volto nuovo della professione», ha dichiarato Barbara Mangiacavalli, presidente Fnopi.
Secondo la Federazione, i nuovi percorsi rispondono all’evoluzione dei bisogni assistenziali e al crescente coinvolgimento degli infermieri nella gestione dei percorsi di cura, nella prevenzione, nell’educazione sanitaria e nella continuità assistenziale.
I decreti prevedono per i laureati magistrali specialistici possibilità di impiego in diversi ambiti del Servizio sanitario nazionale. Per le cure primarie sono indicati, tra gli altri, servizi territoriali, domiciliari, residenziali e di comunità, anche nell’ambito del modello previsto dal DM 77/2022. Gli altri percorsi riguardano servizi di neonatologia e pediatria, area materno-infantile, emergenza territoriale e ospedaliera, anestesia, terapia intensiva e sub-intensiva, blocchi operatori e altri centri ad alta specializzazione.
La riforma, ricorda Fnopi, è stata sviluppata con i ministeri della Salute e dell’Università e Ricerca, la Conferenza dei rettori e la Conferenza permanente delle classi di laurea e laurea magistrale delle professioni sanitarie.
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