farmacia ospedaliera
25 Settembre 2026Dal convegno di Milano il confronto sul ruolo delle farmacie ospedaliere nel governo della spesa, nell'uso dei dati e nell'integrazione tra ospedale e territorio

La farmacia ospedaliera amplia il proprio ruolo nella governance sanitaria, dal controllo della spesa farmaceutica all'Health Technology Assessment, fino alla gestione dei dati e all'integrazione tra ospedale e territorio. È quanto emerso dal convegno “Governance e salute: il nuovo volto della farmacia ospedaliera”, ospitato a Milano dall'Istituto Europeo di Oncologia.
Ida Fortino, responsabile del Servizio Farmaceutico di Regione Lombardia, ha richiamato alcune delle attività che coinvolgono le farmacie ospedaliere: promozione dell'impiego dei farmaci biosimilari nelle strutture territoriali, distribuzione diretta e gestione degli stupefacenti in ospedale. Sul fronte della tracciabilità, ha spiegato che l'adozione del sistema DataMatrix dal prossimo febbraio riguarderà, per le strutture ospedaliere, quelle impegnate nella distribuzione diretta. Fortino ha inoltre indicato la necessità di rafforzare il ruolo del farmacista ospedaliero nei comitati etici per la ricerca clinica.
Emanuela Omodeo Salè, direttore della S.C. Farmacia dello Ieo e del Centro Cardiologico Monzino, ha ricordato anche le attività di galenica svolte dalle farmacie ospedaliere, tra cui la preparazione dei farmaci antiblastici. Lo Ieo, dopo avere attivato nel 2011 uno sportello per la distribuzione dei farmaci, ha recentemente inaugurato una nuova farmacia ospedaliera con uno spazio dedicato al counselling e alla consegna delle terapie. L'investimento indicato è di 9 milioni di euro in automazione e tecnologie digitali.
Spesa farmaceutica e nuovi modelli di governance
Sul tema della sostenibilità è intervenuto Marco Alparone, vicepresidente e assessore al Bilancio di Regione Lombardia, che ha indicato la necessità di rafforzare la sinergia tra farmacia ospedaliera e territoriale e di sviluppare nuovi modelli organizzativi. «Non si riesce più a gestire il concetto di spesa per anno, occorre approdare al payment for outcome e uscire dalla logica pura e semplice dei volumi di spesa», ha affermato.
Secondo i dati presentati da Davide Croce, direttore del Centro di ricerca e management dell'Università Carlo Cattaneo di Castellanza, nel 2025 la spesa farmaceutica pubblica complessiva ha superato i 25 miliardi di euro. In questo quadro, dalle direzioni regionali arriva alle farmacie ospedaliere la richiesta di prestare particolare attenzione al controllo della spesa, ai processi di Health Technology Assessment e alla governance dei dispositivi medici.
Ugo Trama, dirigente del settore Accreditamento istituzionale, HTA e rapporti con il mercato di Regione Campania, ha richiamato anche il tema del payback di farmaci e dispositivi medici, che contribuisce ai bilanci regionali ma è da tempo oggetto di confronto con le aziende.
Dati, Case della comunità e rapporto con i medici
Il ruolo delle farmacie ospedaliere si estende anche alla gestione delle informazioni. Barbara Rebesco, direttore della S.C. Politiche del Farmaco, dispositivi medici, protesica e integrativa di Regione Liguria, le ha definite «detentrici del dato» che traccia la storia del paziente e del farmaco, indicando inoltre un loro possibile ruolo nelle future Case della comunità.
Bruna Vinci, componente della Commissione scientifica ed economica del farmaco dell'Aifa, ha sottolineato l'importanza del farmacista ospedaliero nell'analisi dei dati di pratica clinica reale.
Sul rapporto tra ospedale e territorio, Paola Crosasso, direttore della S.C. Farmacie Ospedaliere dell'Asl Città di Torino, ha indicato un'evoluzione del farmacista «dalla molecola all'innovazione, alla presa in carico del paziente», attraverso percorsi trasversali tra i diversi livelli assistenziali.
Un ruolo che, secondo Vito Ladisa, direttore della S.C. Farmacia Ospedaliera dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, comprende anche il confronto con il medico di medicina generale, con particolare attenzione all'appropriatezza prescrittiva come elemento della sostenibilità del sistema sanitario.
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