Antibiotici
10 Febbraio 2026Promosso dall’Inmi Spallanzani con l’Iss e altri cinque Irccs, il progetto punta a un modello clinico-gestionale condiviso per l’uso appropriato degli antibiotici

Nasce un network collaborativo a carattere nazionale per rafforzare il contrasto all’antimicrobico-resistenza e promuovere un modello condiviso di antimicrobial stewardship. Il progetto, promosso e coordinato dall’Istituto nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” Irccs di Roma e finanziato dal Ministero della Salute, coinvolge l’Istituto superiore di sanità e altri cinque Irccs italiani.
Secondo quanto comunicato dallo Spallanzani, la resistenza antimicrobica rappresenta una delle minacce più rilevanti per la salute pubblica globale. L’Italia, sulla base dei dati di sorveglianza europei, è tra i Paesi maggiormente colpiti, con una diffusione elevata di batteri resistenti agli antibiotici. Si stimano circa 12.000 decessi ogni anno per infezioni da microrganismi resistenti, pari a un terzo di quelli registrati nell’intera Unione europea.
Il network riunisce, oltre allo Spallanzani e all’Iss, la Fondazione Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, l’Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna, la Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma, l’Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione (Ismett) di Palermo e l’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona). I rappresentanti delle sette istituzioni hanno firmato nei giorni scorsi, presso il Ministero della Salute, il regolamento che disciplina il funzionamento del partenariato.
“La resistenza ai farmaci antimicrobici è un rilevante problema di sanità pubblica, prioritario a livello mondiale, che ha un impatto significativo sulla salute e sull’ambiente”, spiega Stefania Cicalini, responsabile scientifica del progetto per l’Inmi Spallanzani. “L’uso eccessivo e improprio di antibiotici rappresenta una delle cause dello sviluppo e della diffusione di microrganismi multiresistenti. Con questo network si vuole costruire un modello condiviso di buon uso degli antibiotici, sviluppato nei centri di riferimento per le malattie infettive e pensato per essere applicabile anche a livello territoriale”.
Il modello proposto integra sistemi informatici avanzati per collegare e analizzare dati provenienti da diverse fonti, percorsi diagnostici innovativi con l’impiego di test molecolari per l’identificazione rapida delle resistenze, strumenti digitali di supporto ai clinici e programmi di formazione interattiva per favorire l’adozione delle buone pratiche.
“La nostra esperienza quotidiana ci rende pienamente consapevoli dell’impatto sanitario ed economico dell’antibiotico-resistenza e delle infezioni correlate all’assistenza, due autentiche pandemie silenziose”, affermano la direttrice generale dello Spallanzani, Cristina Matranga, e il direttore scientifico Enrico Girardi. “Questo network è un’iniziativa strategica che mira a offrire uno standard nazionale di antimicrobial stewardship, adattabile ai diversi contesti locali, per ridurre l’impatto della resistenza antimicrobica tutelando la salute dei cittadini e riducendo i costi per il Servizio sanitario nazionale”.
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